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Un weekend a tutto jazz nel nome di Henghel Gualdi

Un weekend a tutto jazz nel nome di Henghel Gualdi
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REGGIO EMILIA. Doppio appuntamento con il jazz in ricordo di Henghel Gualdi, il clarinettista di fama mondiale, ritenuto tra i più grandi interpreti dello strumento, nato a San Martino in Rio, paese a cui è rimasto sempre profondamente legato.
Venerdì 8 e sabato 9 luglio, rispettivamente a Castelnovo Sotto e a San Martino in Rio, ci saranno due concerti in suo onore. Protagonista, in entrambi i casi, sarà la Cb Band, l’orchestra dell’associazione musicale capitanata dal maestro Paolo Pavesi e nata nel 1995 a Castelnovo Sotto – paese da cui trae il nome di “Castelnovo Big Band” – su iniziativa di un gruppo di amici diplomati presso alcuni conservatori della zona, legati da un ricco passato di esperienze musicali comuni. La formazione orchestrale è quella tipica della Big Band, con le sezioni ritmiche e fiati complete, arricchita dall’intensità e dal calore delle tre voci soliste.

CASTELNOVO SOTTO. Il primo dei due concerti della Cb Band è in programma venerdì alle 21.30 nel parco Rocca di Castelnovo. Tutti coloro che amano il jazz e la musica più “colta”, non potranno mancare, dato che l’intera serata sarà dedicata a Henghel Gualdi.

SAN MARTINO IN RIO. Ci si sposta di qualche chilometro, invece, per il concerto di sabato. L’appuntamento sarà alle 21.30 sui prati della rocca estense. Insieme alla Cb Band si esibiranno Marco Vezzani (clarinetto solista) ed Elisa Aramonte (voce solista). In occasione dell’evento sarà anche attivo il ristorante che proporrà grigliata di carne, patate fritte e menu vegetariano (Info e prenotazioni: 347-2872358).

CHI ERA HENGHEL GUALDI. A soli 10 anni Henghel suonava già nella banda di paese Luigi Asioli di Correggio, meritando, nel 1953, la migliore pagella in solfeggio e strumento. Studiò poi al conservatorio Achille Peri di Reggio Emilia sotto la guida del maestro Augusto Battaglia, fino al conseguimento del diploma in clarinetto. Durante la seconda guerra mondiale, subendo il fascino delle big band americane, si avvicinò alla musica jazz e all’improvvisazione, adottando come modelli le grandi orchestre di Glenn Miller e Tommy Dorsey. Nel dopoguerra la sua fama si allargò ad un orizzonte nazionale. All’Hotel night club Cristallino di Cortina D’Ampezzo una sera venne a sentirlo lo scrittore Ernest Hemingway, che ne rimase molto colpito ed impressionato; a Milano suonò con Rex Steward (trombettista di Duke Ellington) riscuotendo un grande successo. Collaborò con artisti di livello mondiale: Bill Coleman, Chet Baker, Count Basie, Sidney Bechet, Albert Nicholas, Lionel Hampton, Teddy Wilson, Gerry Mulligan e il mitico Louis Armstrong.

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