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Nuove esplorazioni con Elio Grazioli

Nuove esplorazioni con Elio Grazioli
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REGGIO EMILIA. Per il fine settimana Fotografia Europea continua a offrire appuntamenti e occasioni di approfondimento da segnare in agenda. Una visita guidata con il curatore che accompagna il festival fin dalle prime edizioni, Elio Grazioli, è in programma sabato 25 giugno alle 18.30 ai Chiostri di San Pietro.

Scrittore e critico d'arte, docente di storia dell'arte contemporanea e teoria e storia della fotografia all'università di Bergamo, Grazioli condurrà il pubblico alla scoperta della mostra “2016. Nuove esplorazioni”, di cui è anche curatore. (Per partecipare alla visita guidata è necessario avere il biglietto che permette di visitare tutte le mostre del festival.www.fotografiaeuropea.it)

Tra le esposizioni più apprezzate ospitate ai Chiostri di San Pietro, le “nuove esplorazioni” della via Emilia sono state commissionate da Fotografia Europea a sette autori contemporanei. Un viaggio sorprendente, tra realtà e immaginazione, tra documentazione e invenzione, che caratterizzano e rendono unica questa edizione del festival. Gli autori Alain Bublex, Stefano Graziani, Antonio Rovaldi, Sebastian Stumpf, Davide Tranchina, Paolo Ventura, Lorenzo Vitturi, sono tra i protagonisti assoluti del panorama fotografico odierno, nazionale e internazionale, e le loro immagini stanno riscuotendo grande consenso nell'ambito di questa edizione di Fotografia Europea.

Autori dai linguaggi profondamente diversi, rappresentanti di una generazione e mezzo (nel 1961 è nato Bublex, nel 1980 sono nati Stumpf e Vitturi), accomunati però proprio da un comune approccio alla fotografia intesa come linguaggio tra i tanti possibili, come pratica capace di portare a sintesi immagini provenienti dai più diversi ambiti, create con gli strumenti più differenti. Anche là dove la fotografia sembra rispondere alla sua vocazione più documentaria, questa possibilità viene messa immediatamente in discussione attraverso strategie che vanno dall'intervento surreale di Bublex alla narratività straniata di Rovaldi, passando attraverso la memoria dello slapstick di Stumpf e agli assemblages di Vitturi, in un continuo gioco di spiazzamenti, nel quale il luogo – la via Emilia – da oggetto di ripresa diventa soggetto di azione, dove quello che si vede conta non in quanto veduta, ma in quanto suggestione, rimando, innesco (ciò che, peraltro, costituisce il fondamento stesso del lavoro di Graziani, Tranchina e Ventura).

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Via Emilia San Pietro - Reggio nell'Emilia