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I “Ma Noi No” festeggiano quindici anni di musica e concerti

Sabato 2 giugno a Novellara il compleanno della band. Paolo Montanari: «Ci ha uniti la passione per i Nomadi»  

REGGIO EMILIA. «Ma noi no! Bocca chiusa mai, ci viene da parlare, qualche volta anche cantare». È proprio sulle note di questa canzone, scritta dallo storico gruppo reggiano “Nomadi” fondato da Augusto Daolio e Beppe Carletti, che prende il nome la tribute band “Ma noi no”.

Alle spalle hanno oltre 800 concerti, la produzione di quattro album di brani inediti e più di 3500 copie vendute. I componenti della band sono Paolo Montanari di Novellara (voce), Cristian Rotondella di Reggio Emilia (alla batteria), Jimmy Scaffardi di Parma (al basso), Pier Paolo Bacchi di Brescello (alle chitarre) e Andrea Goldoni di Fabbrico (alle tastiere). Giunti al loro quindicesimo anno di carriera, hanno deciso di spegnere le candeline sabato 2 giugno alla Rocca di Novellara, in occasione del quarto concerto del tour “15 anni di Ma noi no” che comprenderà trenta date estive. A raccontarsi è Paolo Montanari, frontman del gruppo.

La maggior parte delle storie inizia con “C’era una volta”. E quella dei “Ma noi no” com’è iniziata?

«Tutto è nato nella primavere del 2003 tra Novellara e Reggio Emilia, proprio come era accaduto nel 1963 per i Nomadi. L’idea è venuta al batterista Cristian Rondella: si era reso conto che, in Italia, non esisteva un gruppo che riproponesse le canzoni di Augusto, come stava invece accadendo per altri gruppi. Da un articolo di giornale iniziò il reclutamento dei componenti che già comprendevano Cristian e il bassista Jimmy Scaffardi. Nel 2004 sono arrivato io e con il contributo di Pier Paolo Bacchi e Andrea Goldoni il progetto è divenuto realtà».

Qual è stata la reazione dei Nomadi? Avete un buon rapporto?

«Siamo stati una delle prime tribute band ad aver avuto l’ufficialità. I Nomadi sono stati molto felici, soprattutto perché proveniamo anche noi dalla pianura reggiana e conosciamo la storia e i sapori delle canzoni. È capitato che durante alcuni concerti Beppe Carletti ci onorasse della sua presenza ed esperienza sul palco. Il 30 maggio del 2009 a Maresso di Missaglia, in provincia di Lecco, addirittura ci hanno chiamato per sostituirli al loro stesso concerto».

Yuri Cilloni, l’attuale frontman dei Nomadi, proviene da una cover band. Cosa ne pensa?

«Questo è un segnale molto forte del fatto che le tribute band non devono essere considerate un brutta copia dell’originale, ma sono un valore aggiunto. Spesso gli artisti vengono notati grazie a questo tipo di collaborazioni e possono far carriera. Yuri penso abbia coronato un sogno, io nel mio piccolo ho avuto una grande soddisfazione: cantare nel gruppo “I Musici” di Francesco Guccini a Carpi».

C’è un episodio in particolare che ricorda con maggior orgoglio?

«Oltre a tutti i successi e agli applausi, sicuramente l’unico concerto all’estero che abbiamo fatto. Una comitiva di supporter provenienti da tante città ci ha seguiti fino in Svizzera. È stato un vero e proprio successo che ci ha permesso di diffondere le canzoni dei Nomadi non solo nel nostro Paese. Emozionanti sono state anche le collaborazioni con Juan Carlos Biondini, chitarrista di Francesco Guccini, Lorenzo Campani, finalista del talent ”The Voice” e Matteo Setti del musical Notre Dame de Paris».

Che cosa ci si deve aspettare da questo compleanno festeggiato proprio a Novellara?

«Novellara, oltre ad essere la mia città, è anche la patria dei Nomadi, quindi ci è sembrato del tutto naturale decidere di festeggiare proprio qui. Il Comune e la Pro Loco sono stati molto disponibili e contenti di metterci a disposizione il giardino della Rocca. Il concerto inizierà alle 21.30 ma dalle 20 sarà possibile cenare e stare in compagnia».

Cosa canterete? Ci sono novità?

«L’immancabile “Io vagabondo” anticiperà brani più ricercati, per il gusto di farli ascoltare. Una novità è sicuramente il fatto che Pier Paolo è diventato polistrumentista ed inoltre

compariranno ex componenti della band durante il concerto. Da non perdere i due concerti del primo weekend di settembre alla Corte Spalletti di Novellara per ricordare mia sorella scomparsa e i futuri appuntamenti invernali nei teatri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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