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PERDERSI PER MOSTRE 

Non solo Via Roma e Viadeiduegobbitre Alla scoperta di nuovi luoghi ed espressioni

REGGIO EMILIA. Esteso, condiviso, interattivo e libero. Il Circuito Off offre quest’anno oltre 350 mostre e innumerevoli eventi collaterali. Uno stimolo artistico, quello del Circuito Off insieme a...

REGGIO EMILIA. Esteso, condiviso, interattivo e libero. Il Circuito Off offre quest’anno oltre 350 mostre e innumerevoli eventi collaterali. Uno stimolo artistico, quello del Circuito Off insieme a Fotografia Europea, che trasforma la città in un grande palcoscenico in cui ogni individuo, che sia un professionista dell’immagine o un semplice appassionato può diventare protagonista, vedere le proprie opere in mostra, scoprire le reazioni che esse provocano in chi le guarda, sentirsi parte di un progetto culturale unico e coinvolgente. I fotografi, inoltre, per mostrare le proprie idee artistiche avranno a disposizione non solo i luoghi “fisici” della città, ma grazie alla ricchissima sezione del Portfolio online presente su www.fotografiaeuropea.it si darà visibilità anche a progetti fotografici provenienti da tutta Italia e dall’estero. E se via Roma (che quest’anno presenta oltre 50 fotografi in mostra) e l’Atelier Viadeiduegobbitre (da sempre la location di maggiore suggestione) rappresentano due “classici” irrinunciabili, sempre di più il Circuito Off diventa occasione per scoprire o riscoprire luoghi reggiani di prestigio. Così la chiesa dei Ss. Carlo e Agata ospita l’arte di giovani artisti europei portati in Italia da Flag No Flags ContemporaryART per una collettiva (a cura di Helene Förde e Manuel Portioli) che descrive con piccoli gesti le vite quotidiane, rivoluzionarie nella loro complice compiutezza. Anche l’Hotel Posta, affacciato su Piazza del Monte, riscopre grazie alla mostra di Marco Ravenna il rapporto tra sintesi e ricerca delle diverse espressività che il mezzo fotografico ha attraversato nel corso del tempo.

E non poteva mancare la Polveriera che con i suoi spazi ristrutturati e accoglienti è diventata il simbolo stesso del significato di rigenerazione urbana. Enrico Bossan presenta qui la mostra “éAfrica”, curata da Cuamm, una serie di immagini con l’intento di far conoscere l’Africa attraverso un viaggio nella quotidianità del lavoro della sua gente. Sempre in Polveriera

Elena Vaccari e Gigi Cavalli Cocchi esplorano il modo in cui oggi gli individui “mettono in piazza” la propria identità: tatuaggi e street art catturando nei loro scatti un testimonial molto speciale: il musicista Omar Pedrini. Titolo della mostra “Tazebao”.



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