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“In/finito” dentro la camera oscura

A Palazzo da Mosto i danzatori di Aterballetto ballano le fotografie di Thorimbert

REGGIO EMILIA. Gli spazi di Palazzo da Mosto, così ben giocati tra interno-esterno, dotati di quella scalinata scenografica che fa da raccordo, inducono a curiosare. Ma “In/Finito”, la performance di Aterballetto che si svolge lì, è rigorosamente al chiuso, in un luogo che sembra una camera oscura, quella che una volta serviva a sviluppare le fotografie. E di questo si parla, dato che le tre pareti di una delle stanze, quando i fari permettono di vedere, sono foderate da sei immagini in bianco e nero di 3,50 metri d’altezza, firmate da Toni Thorimbert. Lo spettacolo nasce da uno studio precedente con il celebre fotografo che ha scattato immagini in posti particolari della città: sei immagini costituiscono la mostra “In/Finito”, all’interno di Fotografia Europea che rimangono comunque in esposizione, mentre in alcuni giorni è possibile vederle “in azione” con la danza. Ecco che le immagini non sono la scenografia, ma parte reale dell’opera, per le quali i coreografi hanno sviluppato una gestualità forte. L’eccellente danzatrice Arianna Kob, il più giovane acquisto dell’Aterballetto, si esibisce nella pregnante coreografia di Philippe Kratz, “Purple Usurper”. «Ho voluto omaggiare Arianna, giovane ragazza che fa parte di una generazione indipendente. La sedia rappresenta le sue conquiste professionali, spirituali, e sociali», spiega l’autore che con questa pièce impeccabile omaggia il tema di Fotografia Europa, “Revolution”. Similmente, ma nel senso dell’Evolution, lavora Saul Daniele Ardillo con “Notturni” per Ina Lesnakowski Bonetta. Non può sfuggirci il suo volto espressivo, inquieto. «L’idea – spiega Ardillo – è nata dalla sensazione che abbiamo quando vogliamo uscire da un incubo. In realtà vogliamo scoprire le nostre paure, così ci aggiriamo come corpi smarriti; mentre dentro di noi cogliamo l’evoluzione ci proiettiamo anche fuori». Diverse ma tutte caratterizzate da incisiva teatralità, si presentano le altre quattro coreografie: “Maudit” di Diego Tortelli interpretata dalla ricercata Grace Lyell; ad alta temperatura drammatica sia “Cemento” di Roberto Tedesco, sia “L180” di Hektor Budla (danzatore di Aterballetto) il cui unico interprete maschile Giulio Pighini si muove colpito da una scarica di

elettroshock. Leggera, ma irresistibile, Ivana Mastroviti in “Survivante” di Damiano Artale. Le performance sono programmate al venerdì (ore 18 e ore 19) e al sabato (ore 17, ore 18 e ore 19) dei giorni 27 e 28 aprile; 4, 5, 18 e 19 maggio. Info. e prenotazioni: 0522-273011.



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