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il personaggio 

Catherine Spaak, rivoluzione al cinema

«L’uguaglianza tra uomo e donna era nei film, ma non sul set»

REGGIO EMILIA. Una rivoluzione femminile, prima ancora che sessuale. È quella di cui ha parlato ieri – davanti a una platea gremita e adorante – la bellissima Catherine Spaak, protagonista di film che hanno fatto la storia del cinema, e non solo.

«Purtroppo – ci ha detto prima che la conversazione con Pietro Adamo iniziasse – tra le conseguenze di questa rivoluzione ci sono anche i femminicidi. Adesso ogni tre giorni viene uccisa una donna. E spesso l’omicidio è compiuto dall’uomo da cui la donna aveva detto di volersi allontanare».

Una “malattia” del possesso che emerge anche in molti dei suoi film. Dalla schiena di “Dolci inganni”, passando per “La voglia matta”, fino ad “Adulterio all’italiana”, “La matriarca” e “Madamigella di Maupin”, Pietro Adamo ha tratteggiato il personaggio Spaak, entrando e uscendo dal set. «Vedete l’ultimo sguardo di Francesca? – ha commentato la Spaak durante uno spezzone di “Dolci inganni”, in cui la sedicenne sceglie l’uomo a cui donarsi e poi lo lascia – Lei qui ha deciso di assumersi tutte le responsabilità delle sue azioni, ha capito di essere solo sua». Altro messaggio forte quello di “Adulterio all’italiana”, in cui un giovane Nino Manfredi prega Marta (Catherine Spaak) di perdonare la sua scappatella: «Perché gli uomini sono così», si giustifica; e alla proposta di pareggiare i conti, permettendo a lei di tradirla a sua volta, le urla: «Chi ti credi di essere? Gli uomini e le donne sono uguali ma non fino a questo punto».

«Ma non crediate che sul set le cose fossero semplici – ha rivelato la Spaak – Oltre alla segretaria e alla parrucchiera, ero l’unica donna presente, con 35-40 uomini. Noi non eravamo considerate, anzi ci trattavano proprio male. Solo con il tempo, e il lavoro,

siamo riuscite a ottenere rispetto. Ma il pregiudizio, anzi il giudizio, era forte anche fuori: quando sono venuta in Italia vivevo da sola e quelli del palazzo avevano una pessima idea di me. Uscivo al mattino presto, tornavo la sera tardi... e poi ero un’attrice!». (m.r.)

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