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Leo Muscato a Reggio Emilia con il Vangelo secondo Lorenzo dedicato a Don Milani

Lo spettacolo in scena al teatro Ariosto venerdì 20 e sabato 21 aprile ore 20.30, domenica 22 aprile alle 15.30

REGGIO EMILIA. «Ecco, come dire? Da quando abbiamo realizzato questo spettacolo dedicato a Don Milani mi sembra di essere stato toccato da un angelo, e non sono solo io a pensarlo. Tra l’altro tengo a precisare che parlo da laico in senso profondo, ma la stessa impressione l’avvertono anche tutti quelli che sono sul palcoscenico. Siamo pervasi dal senso di un’emotività speciale, per cui ci sentiamo persone diverse».

Così il regista Leo Muscato impegnato in questi giorni per il debutto dell’opera verdiana I Masnadieri a Montecarlo (al Valli qualche anno fa aveva realizzato la regia di Bohème) ci racconta del suo “ Vangelo secondo Lorenzo”. Lo spettacolo sulla vita di Don Lorenzo Milani e sul suo pensiero scomodo, radicale, per un testo scritto a quattro mani con la sua compagna Laura Perini, va in scena all’Ariosto venerdì 20 e sabato 21 aprile alle 20.30, e domenica 22 aprile alle 15.30.

«Ho questa “prima” dell’opera, ma farò il possibile per essere a Reggio Emilia all’ultima replica per poter salutare i piccoli attori che interpretano i bambini: ormai sono cresciuti, quindi per la prossima stagione ci saranno altri ad interpretare quelle figure. Sono dispiaciutissimi».

E la motivazione che adduce Muscato sta proprio nel fatto che aver lavorato a quella storia ha colpito ciascun attore dal più piccolo al più grande in modo profondo quanto impensabile. L’idea dello spettacolo è nata dopo aver letto la monumentale biografia del Priore della Barbiana scritta da Neera Fallaci, sorella di Oriana.

«Così mi è venuta voglia di raccontarla a teatro. Ma nello stendere il testo ho subito fatto un errore: non ho saputo scegliere cosa raccontare. Oltre alla sua vita si poteva narrare la storia di Italia... ad esempio il periodo in cui Don Lorenzo stava in seminario c’era la guerra. Subito volevo mettere tutto nello spettacolo che, suddiviso in quattro atti, sarebbe durato 7 o 8 ore… Per comprensibili esigenze sono partito dal terzo atto cominciando da “Vita da cappellano” e poi “Vita da Priore” (i primi due sarebbero stati: “Vita da laico” e “Vita da seminarista”). In questo modo presento il nocciolo della questione, da quando Don Lorenzo, allontanato dalla parrocchia di Calenzano, è stato confinato dalla curia a Barbiana. Prendo le mosse dal martirio che ha subìto nella sua stessa chiesa, per poi dedicare l’esistenza agli “avanzi” della società, agli ignoranti, agli operai che subivano soprusi. Come si fa a non essere colpiti da frasi come “Bisogna fare iniezione di umiltà ai ricchi e di superbia ai poveri?”» commenta il regista che, a giudicare anche dall’energia con cui spiega, appare davvero colpito nel profondo.

Tra i punti salienti dello spettacolo c’è la scuola di Don Milani, che dà ai bambini coscienza politica e insegnamenti utili per il loro futuro lavorativo. «Ancora penso a quando, qualche anno fa, ho fatto la regia di Nabucco a Firenze e venne a trovarmi un allievo di Don Milani, un novantenne, che mi confessò di sapere la partitura a memoria, proprio per merito del Priore che all’epoca aveva chiamato un esperto per approfondire la musica. Per Don Lorenzo da qualsiasi fatto si poteva imparare; anche il suo tumore ha costituito una lezione per i ragazzi».

In scena ci sono 19 attori – 11 adulti e 8 bambini – la maggior parte dei quali interpreta 7 o 8 ruoli per un totale di 130 personaggi. Lo spettacolo nato a luglio per ricordare i 50 anni della morte del grande sacerdote, per la prima volta la settimana scorsa è uscito dalla Toscana. «Eravamo a Cagliari, ma lo spettacolo ha avuto anche più successo che in Toscana. Sono tutti bravi attori che raccontano una storia forte, questo

è l’importante. Anche la scena è costata pochissimo, poiché lo spettacolo ruota attorno a ciò che racconta. Un tema così focalizza l’attenzione sul contenuto della narrazione stessa, non sul come o sul chi… il pubblico l’ha capito! ».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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