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Bambini protagonisti della Carmen di Andrea Bernard

Reggio Emilia: tra i progetti più qualificati e validi per educare i bambini e ragazzi al teatro, sicuramente vi è “Opera Domani”, il format di AsLiCo pensato per preparare i più piccoli alla visione delle opere liriche 

REGGIO EMILIA. Tra i progetti più qualificati e validi per educare i bambini e ragazzi al teatro, sicuramente vi è “Opera Domani”, il format di AsLiCo pensato per preparare i più piccoli alla visione partecipata dell’opera lirica. La Fondazione I Teatri ha sempre aderito, e con essa buona parte delle scuole della provincia. ù

I bambini cantano la Carmen al teatro Valli

I bambini cantano la Carmen al Municipale di Reggio Emilia REGGIO EMILIA. Grande successo per "Opera domani", il progetto che vuole avvicinare i bambini all'opera lirica. Dopo essersi preparati a scuola, gli alunni delle scuole reggiane hanno partecipato alla Carmen (adattata dal regista Andrea Bernard), diventandone protagonisti. Cappellini gialli e guanti bianchi, hanno intonato diverse arie del capolavoro di Bizet.

Anche quest’anno, per “Carmen” di Georges Bizet, i numeri sono davvero alti in quanto per le cinque repliche c'è stata una partecipazione di 3.000 bambini, con i rispettivi insegnanti delle scuole primarie Pezzani, Morante, Marco Polo, Sant’Agostino, Tassoni, Tricolore, San Vincenzo, Cà Bianca, San Giovanni Bosco, Leopardi, Ariosto di Reggio, Besenzi Coviolo, Ghiarda, Marmirolo, San Francesco e Bassi Scandiano, Castelnovo Sotto, la Pieve Castelnovo Monti, Cadelbosco Sopra; e le medie Aosta, Manzoni, Fontanesi di Reggio, Casalgrande, Vezzano, Novellara, Correggio e San Martino in Rio, Centro Diurno Casina.


Per quanto riguardo lo spettacolo di Carmen, sul quale i bambini si preparano da diversi mesi, ne abbiamo parlato con il regista Andrea Bernard; giovane e preparato, già assistente di Pier Luigi Pizzi e Damiano Michieletto, si è aggiudicato nel 2016 a Berlino il concorso internazionale organizzato da Camerata Nuova in collaborazione con Opera Europa “European Opera-directing Prize”, a seguito del quale l’anno scorso ha portato in scena “La traviata” a Busseto per il Festival Verdi.

Come ha lavorato a questa Carmen?

«Molto bene e con soddisfazione in quanto “Opera Domani” è davvero un progetto di valore. La prima questione che ho dovuto affrontare ha riguardato la durata, in quanto l’opera doveva essere condensata in un’ora e un quarto. Nel procedere ai tagli ho pensato al messaggio da trasmettere ai bambini, dall’età di sei anni. Doveva subito rimbalzare l’idea di libertà legata alla figura della protagonista. Carmen lei fa quello che si sente, ma non viene compresa da Don José. Poi mi sono detto: ci vuole un’idea facile da trasmettere, un’immagine chiara che rispecchi la musica di Bizet e la sua spettacolarità e quindi ho pensato alla pista di un’arena, alla corrida, quindi alla pista di un circo. Ecco dove collocare la storia, con una famiglia appartenente al mondo dei gitani che gira l’Europa; persone libere tra cui c’è anche José, guardiano del circo».

E come ha pensato alla morte della protagonista?

«Indubbiamente non si poteva evitare, andava mantenuta: i ragazzi devono capire che il femminicidio è sbagliato. Tuttavia dovevo trovare un modo meno cruento della storia “vera”. Quindi ho pensato alla scatola magica che Carmen usa quando al circo impersona la maga. José la chiude lì dentro infilzandola con la sciabola. Dunque non la vediamo morire: anche nelle tragedie greche l’omicidio non veniva mostrato. Ho cercato di mantenere sempre il lato misterioso attraverso la magia, senza parlare di contrabbandieri o sigaraie. Proprio per sottolineare l’idea, questa Carmen porta come sottotitolo “La stella del circo Siviglia”».

Come avviene la partecipazione dei bambini?

«Come in tutti i progetti di “Opera Domani”, partecipano in maniera attiva: cantano l’Habanera in francese, il Coro dei monelli, e il Toreador; prendono parte anche al finale del secondo atto cantando “La libertà” e alla corrida. Poi ballano impiegando le mani e le braccia guidati da alcuni ballerini in scena».

Quando ha debuttato questa Carmen?

«A Como il 14 febbraio, e ha già fatto parecchie piazze: Brescia, Podernone, Bolzano. Dappertutto si registra sempre grande affluenza e molta partecipazione. I bambini arrivano con i cappellini gialli e i guanti bianchi da clown poi si truccano… anche per questo piace molto».

Tra i momenti più intensi?

«Sicuramente la canzone del toreador Escamillo, e la chanson bohème dove ballano gli acrobati: qui c’è un grande coinvolgimento».

E come voci?

«Il ruolo della protagonista in questo tour, che tocca tutta Italia e durerà fino a giugno, viene ricoperto da quattro cantanti, tra cui: Eleonora Filipponi, Irene Molinari e Francesca Di Sauro. Quest’ultima l’anno scorso ha vinto il Concorso AsLiCo».

Qual è la sua idea sul progetto?

«Ha un compito preciso, che è quello di far avvicinare i giovanissimi al mondo dell’opera; e ci riesce perché li fa sentire partecipi della vicenda avvicinandoli ai personaggi. E questo è un po’ il lavoro che deve sempre fare il regista, di questi tempi, per catturare l’attenzione del pubblico. Certo le situazioni sono descritte dalla musica ma al giorno d’oggi non bastano i bravi cantanti: l’opera va raccontata e approfondita in modo intelligente e credibile. La storia deve essere espressiva per arrivare nel punto più lontano del teatro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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