Quotidiani locali

«Giovani in tribù per arrivare al potere»

Mario Gelardi è il regista dello spettacolo “La paranza dei bambini” tratto dal romanzo di Saviano oggi e domani all’Ariosto 

REGGIO EMILIA. “La paranza dei bambini” sarà al Teatro Ariosto questa sera e domani sera (ore 20.30). Lo spettacolo è tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, che ha scritto il testo teatrale con il regista Mario Gelardi, ed è prodotto da Mismaonda insieme a Marche Teatro e Teatro Carcano Centro d’Arte Contemporanea, in partnership con Amref. È un progetto del Nuovo Teatro Sanità, un collettivo napoletano di ragazzi dai 18 ai 26 anni con cui Saviano collabora già da tempo. Gelardi, che è anche il direttore artistico del teatro, ci ha detto qualcosa di più sullo spettacolo.

Di che cosa parla “La paranza dei bambini”?

«È la storia di un gruppo di ragazzi che formano una tribù per arrivare al potere. Così cominciano ad appropriarsi dei vari pezzi della città. È uno spettacolo che nasce a Napoli, nel Nuovo Teatro Sanità. Roberto, che già conosceva i giovani attori, voleva fare una storia che parlasse proprio di loro, dei ragazzi».

Come nasce il Nuovo Teatro Sanità?

«Sei anni fa, in un quartiere dove fino a poco tempo fa regnava la camorra, una zona con il tasso di abbandono scolastico tra i più alti in Europa, un gruppo di ragazzi decide di trasformare una vecchia chiesa in teatro. Oggi abbiamo circa settanta ragazzi e una trentina di bambini che seguono i corsi di teatro e drammaturgia, laboratori gratuiti che mandiamo avanti senza aiuti del ministero, ma grazie al sostegno di associazioni».

Che cosa significa questa esperienza per i ragazzi?

«Non è solo un teatro, ma un luogo di cultura dove stare: chi viene può studiare, navigare in internet, passare del tempo con gli amici. Io amo dire che è un “teatro di comunità”. Lo dimostra il fatto che ora ci sono giovani che vengono anche dai quartieri meno disagiati. Ma tutti lavorano insieme e prendono parte agli spettacoli».

Come siete arrivati dal romanzo al testo teatrale?

«Con Roberto avevo già lavorato dodici anni fa, per lo spettacolo tratto da “Gomorra”, ed era stato molto diverso, perché all’epoca non era ancora sotto scorta. Questa volta invece abbiamo dovuto lavorare a singhiozzo: veniva a teatro a incontrare i ragazzi e si confrontava con loro. È stata un’opera collettiva, una scrittura di scena più che di drammaturgia. Si è rivelato anche più facile perché “La paranza dei bambini” è un libro di finzione e non d’inchiesta, come “Gomorra”. È un libro di finzione che però parla di un problema molto reale, le baby gang. Questo è un punto molto interessante: in Italia si fa un gran parlare di baby gang, quando in realtà all’estero le conoscono da sempre. Negli Stati Uniti, in Inghilterra… è semplicemente la degenerazione di una delinquenza giovanile, di quella che io chiamo “rabbia sociale”. Questi ragazzi vogliono distruggere l’altro prima di diventare loro stessi qualcuno. A proposito di questo, sono in tanti a sostenere che la rappresentazione del male nei libri, in televisione o al cinema sia nociva per le giovani generazioni».

Lei come la pensa?

«Ormai sono vaccinato contro questo tipo di critiche. Come dico sempre, ci occupiamo degli effetti che una serie o un film potrebbero avere piuttosto che dei problemi reali. Continuiamo a guardare altrove, mentre dovremmo concentrarci sulla camorra, quella vera, e sulle realtà che questi ragazzi vivono insieme alle loro famiglie».

Qual è l’importanza di portare in scena uno spettacolo come questo?

«Intanto, smentire il preconcetto secondo cui questi giovani attori non sono professionisti. Chi li vede si ricrede sempre. Poi, significa anche sciogliere la diffidenza che molti hanno nei confronti di Saviano.

Ma soprattutto, è la dimostrazione che si può fare teatro in modo diverso dalle regole della burocrazia, come dimostra il Premio Rete Critica che abbiamo vinto quest’anno come miglior progetto teatrale italiano. E tutto grazie a questi ragazzi. Un piccolo miracolo».



TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro