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DA GUALTIERI A MOSCA 

È stata prorogata fino al 20 maggio l’antologica dedicata a Ligabue

GUALTIERI. Avrebbe dovuto concludersi domenica 11 marzo ed è stata invece prorogata al 20 maggio la mostra antologica che la Russia ha dedicato ad Antonio Ligabue nel Museo Statale Centrale di Storia...

GUALTIERI. Avrebbe dovuto concludersi domenica 11 marzo ed è stata invece prorogata al 20 maggio la mostra antologica che la Russia ha dedicato ad Antonio Ligabue nel Museo Statale Centrale di Storia Contemporanea della Russia, in via Tverskaya 21, un grande edificio di elegante architettura neoclassica che fu sede di un club di aristocratici, tra i quali era il poeta Aleksandr Puškin (Mosca 1799 - Pietroburgo 1837), con complesse sale ampie e luminose, tra cui quelle dove è ospitata l’esposizione.

L’esposizione intitolata “Antonio Ligabue. Lo specchio dell’anima”, voluta da Irina Velikanova, direttore generale del Museo Centrale Statale della Storia Contemporanea della Russia, e da Olga Strada, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca, era stata presentata da Marzio Dall’Acqua, Vittorio Sgarbi, per l’Italia, e dagli storici dell’arte russi Irina Yazykova, docente all’Università Sant’Andrea di Mosca e dall’accademico, esperto internazionale di arte contemporanea, Alexander Yakimovich.

In mostra sessanta quadri, tutte opere scelte con estrema accuratezza tra le massime dell’artista, e quattordici sculture in bronzo che hanno colpito sia il pubblico che gli addetti ai lavori. In particolare due sculture di Ligabue donate da Augusto Agosta Tota al Museo di San Pietroburgo dell’Ermitage, tramite Vladimir Putin, avevano talmente colpito il presidente russo che si era intrattenuto per oltre un quarto d’ora per conoscere meglio l’artista.

Ma Ligabue ha affascinato, ancora una volta, con la sola forza della sua arte, non solo le persone di cultura, ma anche i visitatori che sono venuti affollando sempre più gli spazi dedicati all’artista, seguiti quasi subito da scolaresche intere con i loro docenti di diversi gradi di formazione, al punto tale che è stato rchiesto alla Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma, in accordo con le autorità in loco, di poter protrarre l’apertura della mostra fino al 20 maggio 2018. Permesso ovviamente concesso con molto piacere perché dimostra che il progetto di rendere l’artista un maestro internazionale rappresentativo del linguaggio visivo contemporaneo è pienamente riuscito.

Va notato il fatto che Ligabue è stato presentato fuori dalla mitologia che lo avvolge in Italia, che se da una parte lo ha

reso popolare, dall’altra ne limita le potenzialità interpretative.

A Mosca Ligabue dunque è solo un pittore ed uno scultore, fuori da descrizioni più o meno romanzate. Ed ha vinto per la sua stessa forza creativa, ancora vitale dopo oltre mezzo secolo dalla morte.



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