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“Cortocircuito” alla Galleria 8,75 C’è anche Attilio Braglia

REGGIO EMILIA. Dopo la collettiva a cui ha partecipato a Natale, Attilio Braglia è nuovamente in vetrina nella Galleria 8.75 Artecontemporanea di Reggio Emilia, in piazza Del Cristo. Difficile...

REGGIO EMILIA. Dopo la collettiva a cui ha partecipato a Natale, Attilio Braglia è nuovamente in vetrina nella Galleria 8.75 Artecontemporanea di Reggio Emilia, in piazza Del Cristo.

Difficile immaginare cosa avrebbe esposto questa volta, perché di opere realizzate ne ha di ogni genere: ci sono dipinti su tela, raffigurazioni su oggetti in legno o ceramica, figure umane, cavalli in corsa, treni che sferragliano, quadri che hanno come sfondo ambienti marini e terrestri, modellature artistiche delle più svariate dimensioni. Alla collettiva “Cortocircuito” – di cui fanno parte anche opere di Giorgio Bonilauri, Antonella Davoli, Gino Di Frenna, Giovanna Magnani, Paolo Manganelli, Oscar Piovosi – ha portato lavori in cui la figura umana è inserita all’interno di partiture definite. Le sue opere coniugano attenzione al dettaglio e ricerca cromatica per dare vita ad una tessitura pittorica densa di stratificazioni e rimandi.

Si tratta comunque solo di uno scampolo della sua multiforme produzione apparsa nelle oltre cento esposizioni di cui è stato tante volte protagonista. Un piccolo esempio delle sue creazioni frutto di decenni di lavoro è radunato nella sua abitazione reggiana: tutte regalano emozioni testimoniando i sogni, i pensieri, le fantasie che lo accompagnano da sempre e alle quali ha riservato ogni momento libero della propria esistenza. Giunto alla pensione – ha superato i 14 lustri – si è tuffato con ancora più determinazione in questo suo gustoso camminare nella fantasia colorata.

Con minuscoli pennelli traccia forme tangibili e nel contempo immaginarie. Ci sono quadri a più facce, scatole dai risvolti multiformi, costanti richiami alla realtà attraverso scampoli di natura, figure di bambini, volti di donna, colori che rimbalzano per la loro potenza. Non si può restare indifferenti: o non piace o ti travolge anche nelle dimensioni delle sue opere. Ci sono quadri, piatti, vasi, forme tondeggianti – alcune fisse altre mobili – che stanno nel palmo di una mano ed altre che sono tanto grandi da occupare intere pareti. A casa sua sono liberi – ma non si sa fino a quando – soltanto i soffitti. Il laboratorio in cui opera è una “officina” sempre aperta con tanti strumenti attraverso i quali dà forma e vita alle opere. Molte cose vengono cedute ad estimatori del suo ingegno, ma ogni volta lui sembra “soffrire” questo distacco. Perché è ciò che ha pensato, sperimentato, creato. Difficile

raccontare tutte sue realizzazioni artistiche; solo una visita diretta può riuscire a regalare qualche risposta. La mostra “Cortocircuito” è visitabile fino all’11 aprile (martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 17.30-19.30, oppure su appuntamento). Info: 340-3545183, www.csart.it.

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