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Paolo Bottini all’organo, in scaletta solo Verdi

Reggio Emilia, concerto di "Soli Deo Gloria" alla chiesa di San Zenone

REGGIO EMILIA. “Verdi d’organo. Ricordando il giovane organista delle Roncole”. Così s’intitola il concerto che Paolo Bottini suonerà all’organo della chiesa di San Zenone a Reggio Emilia domenica 18 marzo alle 17, nell’ambito di Soli Deo Gloria. Il fatto è che suonerà solo musica del dedicatario, e cioè Giuseppe Verdi.

Cremonese, diplomato in organo, pianoforte e clavicembalo, Bottini pone al centro dei propri interessi l’attività di organista liturgico (tra l’altro ha pure ricoperto per quasi un biennio l’incarico di supplente nella chiesa della Trinité, ove fu titolare il grande compositore e organista Olivier Messiaen). Si occupa, altresì, della valorizzazione del patrimonio organario e svolge da più di vent’anni attività di concertista d’organo (nel 2017 si è esibito nelle prestigiose sedi del Festival Internazionale di Magadino in Svizzera e nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi), privilegiando il repertorio italiano ottocentesco, sia originale per organo che di derivazione operistica mediante appositi adattamenti. Ha pubblicato anche diversi cd tra cui per Bongiovanni tre monografici dedicati a Petrali, Verdi e Busoni.

«Darò un esempio dell’uso pressoché corrente che nel XIX secolo in Italia si faceva della musica d’opera anche nel culto divino – spiega Bottini – in una convivenza pacifica che oggi può certo sembrarci curiosa. Non dimentichiamoci che ne Il Gattopardo, ad esempio, Tomasi di Lampedusa quando descrive l’arrivo del duca di Salina e dei suoi familiari a Donnafugata, dice che una volta scesi dalle carrozze vengono accolti dalle autorità e poi si recano in chiesa per il canto del Te Deum. Al loro ingresso l’organista don Ciccio Tumeo attacca con passione “Amami, Alfredo”, celebre pagina de La traviata. Nella celebre versione cinematografica di Luchino Visconti la scena è riprodotta magnificamente, compreso uno sfiatato organo che suona la celebre melodia verdiana...».

Quindi portare in chiesa la musica operistica costituiva una prassi diffusa?

«Sì. E cito un altro episodio che ci fa ridere. Ai tempi la musica operistica veniva suonata senza troppi scandali anche a messa. Infatti nel racconto “Scampagnata” scritto nel 1882 da Renato Fucini, l’autore descrive che al momento dell’Elevazione “tutto il popolo si prostra in un solenne raccoglimento e l’organo, allargandone il tempo, travestì da Adagio maestoso l’Allegro del Trovatore, Di quella pira l’orrendo fuoco”».

Lei domenica che cosa suonerà?

«Una serie di sue trascrizioni originali ed inedite di pagine di Verdi tratte da “I Lombardi alla prima crociata”, “La battaglia di Legnano”, “Nabucco” e “Vespri siciliani”. A parte il “Preludio e Introduzione de I Lombardi” e i due estratti da “La battaglia di Legnano”, gli altri pezzi sono adattamenti all’organo di pagine puramente orchestrali di Verdi, ovvero i due ballabili dalle “Stagioni” contenute nei “Vespri siciliani” e la strepitosa sinfonia del “Nabucco”».

Trova che lo strumento in San Zenone sia adatto a questo repertorio?

«Edificato nel 1889, l’organo risponde perfettamente alle esigenze di questo repertorio operistico, dato che risponde ai canoni costruttivi della scuola organaria lombarda ottocentesca (facente capo alla celeberrima ditta Serassi di Bergamo), che concepiva l’organo come una vera e propria orchestra sacra, in cui la ricerca era mirata all’imitazione più fedele possibile delle sonorità peculiari dei singoli strumenti musicali dell’orchestra del teatro d’opera, genere musicale che in Italia nell’Ottocento sappiamo quanto fosse popolare e il cui stile era dunque ben gradito».

E giusto in proposito, scrive il noto musicista piemontese Roberto Cognazzo, pioniere in Italia della riscoperta della musica operistica eseguita all’organo: «È corretto guardare alle fonti operistiche come al mezzo ideale per rivelare la filosofia sonora degli strumenti romantico-risorgimentali spesso definiti con sprezzo come bandistici».

L’appuntamento è domenica pomeriggio alle 17 nella chiesa di San Zenone, nell’omonima

piazza, a Reggio Emilia. L’ingresso è libero. Per informazioni sul programma di sala e sugli altri concerti in programma consultare il sito www.solideogloria.eu oppure scrivere all’indirizzo di posta elettronica info@solideogloria.eu.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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