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la recensione 

In piccolo, ma grande: De Nisco incanta al Bmfr&Partners

REGGIO EMILIA. Dopo la personale del 2016 al Palazzo del Principi di Correggio, il pittore Fausto De Nisco si ripresenta fino al 13 aprile presso lo studio Bmfr&Partners in piazza Vallisneri a Reggio...

REGGIO EMILIA. Dopo la personale del 2016 al Palazzo del Principi di Correggio, il pittore Fausto De Nisco si ripresenta fino al 13 aprile presso lo studio Bmfr&Partners in piazza Vallisneri a Reggio Emilia.

Gli spazi sono diversi e hanno ovviamente influito sulla scelta dei formati; nella mostra corrente – oli, tele, tecniche miste su carta, collages – prevalgono i medi e piccoli, ma il valore dell’opera non ne risente. Direi che addirittura ne viene accresciuto.

Nella sua presentazione Sandro Parmiggiani scrive: «De Nisco, riprendendo e sviluppando alcune esperienze della pittura europea ed americana del secolo scorso, parte, nella realizzazione dei suoi dipinti, da un nucleo, figurativo e geometrico, dal quale germinano e si dipartono liane che vanno a insediarsi in un’altra parte dell’opera, dando vita a una sorta di bosco a cui si alternano intrichi e slarghi, viluppi e radure...». Da queste parole si è spinti a supporre un rapporto col naturalismo informale di Pompilio Mandelli e altri, poi con l’astrazione post-cubista e innovativa di Afro o le fantasie abbaglianti di certo Brauner. Riguardo agli americani, con la dovuta prudenza, si possono nominare, credo, Gorky e De Kooning. Con prudenza, ho detto, perché il lavoro di De Nisco si fonda su una innegabile autonomia, offrendo esiti coerenti e di sorpresa. Al di là di ogni legame o memoria – è sempre un bene che l’artista dia testimonianza del proprio vissuto di studi e preferenze – egli eccelle infatti nella composizione (come osserva Parmiggiani) e per il ritmo che riesce a scandire di superficie in superficie. Nel catalogo della mostra di Correggio Francesca Baboni aveva scritto: «...un combinato di studio attento delle parti in riferimento ai diversi cromatismi e ad un’armonia ricercata dal sapore quasi alchemico che sfocia in un profondo lirismo».

Dicevo dei formati. Alcuni piccoli o piccolissimi mi sono sembrati assai raffinati. L’artista combina i colori tenui: rosa, azzurro, verde dilavato, riuscendo nel contempo

far intravedere un forte possibile. Poi ci sono i grigi, i bruni, i viola, gli scavi abbuiati; e sempre un segno protagonista (financo la quadrettatura), un materiale di supporto che si esalta con i pennelli e le colle.

Una vera pittura, insomma, un vero pittore.



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