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Danza, musica e voci narranti Donne alle urne la prima volta

“#Cittadine! Alla conquista del voto”, uno spettacolo creato da Arturo Cannistrà Sul palco scorre la storia d’Italia tra testi storici, lotte e inchieste giornalistiche 

REGGIO EMILIA. Un balletto tutto speciale per festeggiare la festa della donna ricordando un momento particolare nella storia della conquista dell'indipendenza e acquisizione dei diritti. L'ha creato Arturo Cannistrà, responsabile dei progetti speciali di Aterballetto come “Leggere per... ballare” in cui coinvolge le scuole di danza a livello nazionale. L’eloquente titolo è “#Cittadine! Alla conquista del voto” che dopo il debutto al Comunale di Modena, questa sera (ore 21) e domani mattina per le scuole è in scena alla Cavallerizza inserito nel progetto del Comune di Reggio Emilia “365 giorni donna”.

Il progetto “Leggere per… ballare”, a partire dalla lettura di testi storici e/o letterari di vario genere, promuove l’incontro tra le scuole di danza e le scuole tradizionali per trasmettere valori sociali attraverso il linguaggio emozionale della danza. Per rendere possibile “#Cittadine! Alla conquista del voto”, hanno lavorato Caterina Liotti del Centro Documentazione Donna di Modena che ha curato la drammaturgia e il percorso storico, andando anche a parlare in alcune scuole di Reggio e insieme a lei Paola Gemelli, mentre la regia è firmata dallo stesso Cannistrà e i costumi da Francesca Vandelli. Con loro ancora Eva Calanni educational performer, Alessandro Baldrati per le musiche, Elina Nanna ed Enrico Vagnini in qualità di voci narranti; infine le insegnanti delle scuole di danza che supportano i 150 giovani protagonisti appartenenti a Eidos, Progetto Danza, Let' Danse, Danzarte e Arcadia Danza.

«Quello che merita di essere raccontato nei particolari dell’esperienza fatta con “#Cittadine! Alla conquista del voto”, è soprattutto la sua costruzione che ne fa un bel esempio di prodotto, anche didattico, volutamente realizzato con la metodologia della public history –spiega Caterina Liotti –. La sfida che volevamo affrontare, come Centro documentazione donna di Modena in occasione del 70° anniversario del primo voto delle italiane, era quella di trovare la chiave per una narrazione pubblica che facesse uscire dall’oblio la storia del suffragismo italiano. La costruzione della drammaturgia, nella quale la Liotti si è impegnata in qualità di storica con Paola Gemelli è stata un’operazione complessa. Innanzitutto occorreva riuscire a collocare gli eventi delle prime richieste di cittadinanza femminile dentro alla cornice della storia del concetto di cittadinanza e della storia dei diritti, da sempre elusivamente al maschile. Tanti erano poi i contenuti e le specifiche del suffragismo italiano nelle sue richieste di uguaglianza dei diritti e di valorizzazione delle differenze, tanti erano i grandi eventi che lo avevano attraversato e influenzato e che dovevano necessariamente ritrovarsi nella narrazione e tutto doveva essere contenuto in quei 50/60 minuti che doveva essere il tempo dello spettacolo. Ogni tassello doveva contribuire a rendere evidente quello che le storiche hanno impiegato decenni ad affermare con chiarezza: l’esclusione delle donne dalla sfera pubblica non è né una dimenticanza, né un ritardo ma invece un elemento costitutivo delle categorie di cittadino e di politica».

Quanto ai testi storici, lo spettacolo cita la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (1791) di Olympe de Gouges, ma anche gli interventi parlamentari come quello del deputato Giuseppe Zanardelli in risposta alla petizione promossa da Anna Maria Mozzoni (1880), quello del deputato Filippo Turati (1913) ispirato dalle posizioni suffragiste di Anna Kuliscioff e quello di Angela Guidi Cingolani appena entrata alla Consulta. Alcuni quadri rappresentano brani letterari che sono tratti da “Una donna” di Sibilla Aleramo, “Pane nero” di Miriam Mafai, “L’Agnese va a morire” di Renata Viganò, “A guardare le nuvole” di Mirella Tassoni. Alcune scene sono state ispirate da articoli e inchieste giornalistiche dei primi anni del Novecento, promosse dalle associazioni suffragiste italiane, che restituiscono le posizioni sul voto alle donne di Maria Montessori, Antonio Fogazzaro, Margherita Sarfatti e di altri intellettuali. Molte le immagini e i filmati d’epoca che contestualizzano le tappe del percorso rappresentate dalle coreografie a indicare il passare del tempo e lo scorrere dei grandi eventi dall’ Unità d’Italia, alla prima guerra mondiale, al fascismo, alla seconda guerra mondiale, alla nascita della Repubblica Italiana.

«Due anni fa in collaborazione col Centro Documentazione Donna di Modena è nato “#Cittadine! alla conquista del voto”, ovvero il lungo viaggio delle donne alla conquista del voto. Lo abbiamo diffuso e subito ne è stata compresa la valenza formativa» spiega Rosanna Pasi responsabile della Federazione Nazionale delle Scuole di Danza.

La danza da punto di vista del l'ideatore e regista Arturo Cannistrà «si pone come una comunicazione non verbale; l'idea è di un film muto dove vedi solo dinamiche in movimento. Lo spettacolo presenta una regia completa perché le video proiezioni e i testi registrati diventano per il pubblico lo strumento per capire il contesto storico, i drammi familiari, l'unione o la rete tra le donne. Il balletto racconta di rapporti tra donne, tra uomini e donne e tra donne e la storia. La danza diventa forte ed esplosiva durante le azioni di protesta, diventa passionale quando intorno alla politica nascono storie d'amore, mostra la rete d'intrecci

quando le donne si uniscono e poi hanno il primo dialogo con gli uomini; e ancora diventa minimalista quando si racconta le città durante la guerra e diventa corale e potente quando tutte le donne votano, e il gesto di chiusura dello spettacolo è una matita in mano».



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