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Spunta un rebus raro e antico, riuscite a risolverlo?

Reggio Emilia: lo ha (ri)scoperto il gallerista Paolo Storchi. Stampato nel 1575 dall'incisore Ambrogio Brambilla, ha un "cugino" al British Museum 

REGGIO EMILIA. Un giovane antiquario reggiano possiede una stampa a dir poco eccezionale: è una delle uniche due di cui si sappia l’esistenza. Un rebus sapere se ne esistono altre in circolazione ma soprattutto è un Rebus il contenuto dell’immagine che fa restare a bocca aperta, se si pensa che quello identico è custodito, dal 1879, al British Museum di Londra.


Sino a pochi giorni fa Paolo Storchi – è di lui che parliamo – quasi non si era reso conto della meraviglia posseduta. La settimana scorsa però l’ha messa in mostra per i visitatori di Modenantiquaria, rassegna internazionale di oggetti antichi, ed è stato travolto dalla curiosità di studiosi e collezionisti arrivati anche da Inghilterra, Stati Uniti ed altre regioni del mondo.

La stampa di cui parliamo rappresenta un Rebus ideato dell’incisore Ambrogio Brambilla nel remoto 1575, appena un secolo dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg. «Sinceramente – ammette sorridendo Paolo Storchi, che conduce l’attività di famiglia in via San Bernardino, alle spalle del municipio di Reggio – non pensavo di suscitare tanto interesse. Non posso però negare di essere rimasto piacevolmente sorpreso.

Da almeno una trentina d’anni la stampa è rimasta appesa a una parete di casa nostra. Me l’ha regalata mio padre Alberto il quale, a sua volta, l’aveva ricevuta in dono dal nonno, storico preside di una scuola cittadina che, guarda caso, aveva sposato l’appartenente ad una famiglia di antiquari. C’è stata dunque una successione di passaggi da una generazione all’altra nell’ambito della stessa famiglia. Credo però che nessuno abbia mai immaginato il suo reale pregio storico. Ora dovrò proteggerla con molta più cura ed attenzione».

Quando gli chiediamo se può fare una stima, sia pure approssimativa, del valore che le si può attribuire: «Sinceramente fatico a darle una valutazione attendibile; prima dovrò studiarla a fondo. È stata una scoperta anche per me».

La stampa appare in bianco e nero, molto nitida, dietro il vetro che la custodisce e la pone al riparo in una cornice rettangolare alta circa un metro. In alto campeggia il titolo: “Concetto d’un amante uscito da le pene d’amore” e nel riquadro compaiono simboli, figure umane, vegetali, animali, lettere dell’alfabeto. Il tutto in una successione che consente di comporre delle frasi.

Sono tanti gli enigmi da decifrare ed altrettanti i disegni che nascondono le frasi. Per esempio: la lettera D seguita da due uova e da un portone si può leggere “Doove porta”; e un timone accompagnato da due orme di piede suggerisce la risposta “La rotta da seguire”. Un gioco, quindi, ideato da quel Brambilla milanese vissuto fra la metà e la fine del Cinquecento probabilmente per far divertire i notabili del tempo. Ora è una piccola perla nelle mani di un nostro concittadino; una sorpresa in più in terra reggiana!

Il rebus non ha ancora soluzione, tu pensi di riuscire a trovarla? Se ci riesci inviala a spettacoli.re@gazzettadireggio.it.
 

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