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“StraLetture” con Manfredi

LUZZARA. Un giovane scrittore pronto a discutere con i lettori del suo libro, un giovedì sera al mese, un’atmosfera di piacevole condivisione. Sono gli ingredienti con cui Fondazione Un Paese-Centro...

LUZZARA. Un giovane scrittore pronto a discutere con i lettori del suo libro, un giovedì sera al mese, un’atmosfera di piacevole condivisione. Sono gli ingredienti con cui Fondazione Un Paese-Centro culturale Zavattini riprende e rilancia l’attenzione che “Za” ha sempre manifestato per i giovani e per le possibilità di espressione a loro concesse.

Tre scrittori italiani esordienti saranno ospiti di “StraLetture”, il gruppo di lettura del Centro culturale Zavattini libero e aperto a tutti.

La rassegna inizia stasera (ore 20.45) con Francesca Manfredi, scrittrice di Reggio Emilia che nel 2017 ha pubblicato “Un buon posto dove stare” (La nave di Teseo), con cui ha vinto il premio Campiello opera prima ed è arrivata in finale al Premio Chiara. Nata nel 1988, ha pubblicato racconti sul Corriere della Sera e su Linus. È tra gli autori di 6Bianca, serie teatrale in sei episodi ideata da Stephen Amidon e realizzata dal Teatro Stabile di Torino nel 2015. Tiene corsi di narrazione alla Scuola Holden, di cui è stata allieva. “Un buon posto dove stare” contiene undici racconti che vedono come protagonisti persone comuni immerse in situazioni all’apparenza ordinarie ma che, all’interno, nascondono inquietudine, mistero e ambiguità. Personaggi che vivono di comunicazioni trattenute, fatte di silenzi e segreti, di sensazioni interiori inespresse. Al centro, l’ambiente domestico: un luogo denso di storie e significati da svelare.

Giovedì 19 aprile (sempre ore 20.45) si prosegue con Ilaria Gaspari e il suo libro “Etica dell’acquario” (Voland, 2015). Ilaria è nata a Milano nel 1986. A diciott’anni si è trasferita a Pisa per studiare filosofia alla Scuola Normale. Dopo la laurea è andata vivere a Parigi, dove si è cimentata nella scrittura di una tesi di dottorato in francese, sullo studio delle passioni in Spinoza e Pascal. Mentre studiava ha cominciato a scrivere il suo primo romanzo. Protagonista di questo “noir nevrotico” è Gaia: bella, egocentrica e infelice. Un giorno di novembre torna nella città in cui ha studiato, dopo un’assenza di dieci anni. A Pisa niente sembra cambiato, invece è cambiato tutto. Gaia ritrova gli amici di una volta e il suo amore dei tempi dell’università; ma a dividerli ci sono, ora, gli anni passati lontani e la morte di una compagna di studi, Virginia, avvenuta in circostanze oscure.

Il 24 maggio (ore 20.45) protagonista dell’incontro sarà Sergio Peter, che presenterà il suo libro “Dettato” (Tunuè, 2014). Sergio Peter ha studiato filosofia all’Università Cattolica di Milano. Ha pubblicato racconti in riviste cartacee e online. Vive a Milano, dove lavora come commesso in libreria. Il suo primo romanzo, “Dettato”, è ispirato alla raccolta di racconti di Gianni Celati, “Narratori delle pianure” e a “Le città

invisibili” di Calvino. Partendo da un senso di spaesamento radicato nell’infanzia e da un bruciante desiderio di fuga, il protagonista Sergio si muove nel tempo della memoria alla scoperta delle proprie radici. Se c’è un movente, è la ricerca di un riparo dalla morte del padre.

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