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Nico Guidetti svela il mistero della danza

Reggio Emilia, grande successo per la prima di “Fonderia 39” al Rosebud.  Il film racconta la compagnia di Aterballetto su e giù dal palco

REGGIO EMILIA. Trasportare la magia del palcoscenico e del dietro le quinte sul maxi schermo. Questo è quanto è riuscito a fare Nico Guidetti con il suo “Fonderia 39”, il «cinema del reale», per usare le parole del regista, che racconta la vita quotidiana di Aterballetto e tutto quello che c’è dietro alle coreografie che la compagnia reggiana porta in giro per il mondo.

Le parole del regista Nico Guidetti

Reggio Emilia, la compagnia di Aterballetto protagonista del film di Nico Guidetti REGGIO EMILIA. Il regista reggiano Nico Guidetti ha presentato al Rosebud il suo ultimo film, "Fonderia 39", dedicato ad Aterballetto.

Allenamenti, sudore, passione e il giusto apporto di tutte le persone che ruotano attorno al mondo di Aterballetto vengono riprodotte da Nico Guidetti con occhio attento, ma mai invadente. I ballerini vengono seguiti nella propria quotidianità ma non solo, perché il processo creativo che sta dietro ad ogni spettacolo è ripreso interamente, dai costumisti, ai sarti, al trucco prima di scena e all’ufficio stampa.

E la Fonderia è un luogo centrale di tutto il girato. Il luogo in cui le coreografie e i costumi della compagnia reggiana prendono vita. Proprio quella fonderia che ha sempre rivestito un ruolo cruciale per la città di Reggio Emilia. Dapprima elemento cardine dell’industria Lombardini Motori ed emblema di una città operaia, fino ad essere oggi luogo in cui viene creata l’arte.

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E proprio come i processi della lavorazione in fonderia, anche il film realizzato da Nico Guidetti è suddiviso in tre capitoli, che prendono i nomi dalle sale in cui ancora oggi è divisa la Fonderia: fucina, fusione e formatura.

In sala per la prima nazionale del film, lunedì sera al Rosebud, anche il neo direttore generale e della programmazione di Aterballetto, Gigi Cristoforetti, che non aveva ancora un ruolo all’interno della compagnia quando sono state fatte le riprese e ha quindi visto anche lui per la prima volta “Fonderia 39”: «Ho condiviso il tipo di sguardo che c’è attraverso il film – ha sottolineato al termine della proiezione Cristoforetti – mai invadente, ma molto attento a cogliere tutte le sfumature del lavoro che viene svolto dentro alla Fonderia e non solo».

Per scelta del regista, nel film non ci sono interviste preparate con i protagonisti, ma viene rappresentata solamente la quotidianità del lavoro della compagnia e dei ballerini in alcuni momenti della propria vita privata, come confermato anche da Valerio Longo uno dei danzatori di Aterballetto: «Abbiamo capito che l’intento era guardare il nostro lavoro con occhio artistico – ha affermato il ballerino – e quindi non dovevamo farci trascinare dalla confidenza che abbiamo con Nico Guidetti, dandogli la possibilità di notare quelle sfaccettature che per noi sono normali e che invece a lui servivano. Siamo stati solo noi stessi». “Fonderia 39” ha anche ricevuto la candidatura per i migliori documentari al prossimo Nastri d’Argento, il più antico riconoscimento per il cinema italiano.

 

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