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Il ritorno di Taver con l’album “Infanti”

Il fondatore degli Afa si presenta insieme a una nuova band  

CORREGGIO. Niente fanti, solo “Infanti”. Dopo una raccolta fondi che ha quasi doppiato l’obiettivo prescelto, è pronto all’uscita “Infanti”, il nuovo disco di Fabrizio Taver Tavernelli. Il musicista correggese, fondatore degli Afa (Acid Folk Alleanza), fra gli ideatori di Materiale Resistente, viaggia attorno ai trent’anni di carriera, e dal 2010 cammina come solista, dopo aver saltato dagli Afa ad altri progetti collettivi. Ora è il momento di “Infanti”, realizzato con la sua nuova band grazie al sostegno di un crowdfunding di successo. La raccolta di sostegno lanciata su interne nell’autunno 2017 aveva come soglia minima di realizzazione del progetto la cifra di 4mila euro, ed è terminata a quota 7.134 euro, ovvero il 178% dell’obiettivo, grazie a 279 diversi donatori. Come sempre in queste campagne, si poteva partecipare con quote diverse che mettono in ballo premi differenti oltre al disco: si va da ristampe di vecchi lavori a spillette e poster sino ai cosiddetti “house concert”, i concerti suonati direttamente nelle case dei fan particolarmente generosi. Il lavoro è stato ultimato, adesso si aspettano le prime stampe e le prime date dal vivo per consegnare i vari riconoscimenti e soprattutto per presentare sul palco i brani che compongono l’album. La primissima tappa live sarà decisamente casalinga e sfiderà le elezioni, per così dire. L’appuntamento per l’esordio è infatti fissato per domenica 4 marzo ai Vizi del Pellicano, il circolo Arci di Fosdondo di Correggio. Taver tornerà nel Reggiano il mese seguente, il 14 aprile al centro sociale Catomes Tot di via Panciroli, nel centro cittadino, e nel frattempo non mancheranno due esibizioni nel modenese, il 17 marzo all’Appenappena a Carpi, il 21 di aprile al circolo Arci Ribalta di Vignola. E che disco si potrà ascoltare, nei lettori e sui palchi? Tavernelli lo ha presentato come «un disco denso, pieno di domande, visioni, riflessioni, provocazioni e orbiterà intorno ai bambini, al corpo dei bambini sempre più usati per le guerre mediatiche, nelle trincee del social, nella propaganda. In questi anni siamo stati bombardati da immagini oscene, dall’artificio, dal sacrilegio, dalla pornografia dei corpi martoriati dalle bombe fisiche e mentali. Non aspettatevi un disco consolatorio, rassicurante, pacificato. Lo sapete che pesco spesso nelle acque profonde, nel torbido». Torbidezze come quelle delle creature più fragili, i bambini, spesso trasformati non solo in vittime ma anche in strumenti di dolore. «“Infante” contiene la parola fante e allora in-fante indica la trasformazione in soldato, un arruolamento, una resa alle armi. Il fante, quello che combatte a piedi, quello che si trova in prima linea – spiega

Taver –. Ecco provate a pensare alle trincee della guerra mondiale e spostate lo scenario nelle odierne trincee mediatiche, nei campi di battaglia digitale, nelle trincee scavate nei social dove ad essere sbattuti al fronte sono i corpi dei bambini».

Adriano Arati

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