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concerto per apro onlus 

Mara Redeghieri è Recidiva e incanta il teatro Cavallerizza

REGGIO EMILIA. Una serata di emozioni e di sorrisi, di musica, soprattutto, e di parole spese per ringraziare «gli angeli del reparto di Radioterapia Oncologica del Santa Maria Nuova che mi hanno...

REGGIO EMILIA. Una serata di emozioni e di sorrisi, di musica, soprattutto, e di parole spese per ringraziare «gli angeli del reparto di Radioterapia Oncologica del Santa Maria Nuova che mi hanno guarito».

È in grande semplicità, avvolta dalla magica atmosfera del teatro Cavallerizza che Mara Redeghieri ha dato voce e vita a “Recidiva Live” per un tutto esaurito che profuma di casa, a pochi chilometri da Gatta di Felina dove risiede, e di famiglia, quella grande dello staff delle dottoresse Cinzia Iotti e Maria Paola Ruggieri che l’hanno aiutata a più riprese a lottare contro tre recidive, appunto, fino alla guarigione. Dopo gli showcase di Milano, Torino e Padova, la Redeghieri ha portato così nella sua città un live intenso con un concerto benefico a favore di Apro onlus il cui incasso servirà all’acquisto di dispositivi medici per il reparto di Radioterapia Oncologica locale nell’ambito di un nuovo progetto dedicato alla prevenzione e alla cura del pancreas. Con lei sul palco i suoi musicisti Lorenzo Valdesalici alla chitarra, Tiziano Bianchi alla tromba, Nicola Bonacini al basso e Davide Mazzoli alla batteria coadiuvati dal produttore artistico Stefano Melone per una squadra affiatata e di indiscutibile talento artistico. Il disco, fortemente voluto dall’etichetta indipendente Lullabit, è uscito a maggio e rappresenta un passo espressivo fondamentale di una lunga carriera musicale iniziata con le sperimentazioni degli Ustmamò e continuata a suon di originalità, cori appenninici compresi. Frutto della forte passione dell’artista per la scrittura è stato il testo letterario “Nella casa” che ha dedicato all’abitazione dei suoi bisnonni in cui risiede ancora oggi con orgoglio. Le parole recitate con accompagnamento musicale sono arrivate al pubblico come una freccia nel petto nel corso

di quella che lei stessa ha definito «una pausa di silenzio e di grave commozione». «Nei miei secondi quarant’anni di esistenza – ci ha detto prima di salire sul palco – mi piacerebbe curare di più la scrittura: ho tanti pensieri che mi attraversano e ho bisogno di dare loro forma».

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