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Reggio punta su infanzia e creatività

In finale per la capitale italiana, contiamo anche su cibo e rigenerazione urbana

REGGIO EMILIA. C’è anche Reggio Emilia tra le dieci finaliste candidate a essere la capitale italiana della cultura 2020.

«Quello che candidiamo a progetto per la capitale italiana della cultura 2020 è un progetto ambizioso – afferma il sindaco Luca Vecchi – che tiene assieme aspetti diversi. È imperniato sulla cultura all’educazione, ma tiene conto dell’innovazione sociale e del recupero di aree dismesse della città. Valorizza l’internazionalizzazione, la creatività e la coesione sociale. La scelta di presentare la nostra candidatura risponde a un concetto ben preciso di questa amministrazione: puntare sul sapere, sulla cultura come volano di una serie di occasioni di promozione e valorizzazione della città. È un disegno che trova già oggi concretizzazione, almeno in parte, in una serie di azioni ben visibili, che continueremo a svolgere anche in futuro, sviluppando partnership sul territorio nazionale ma anche all’estero».

Reggio, insomma, ha giocato le sue carte. Il progetto presentato si articola in diversi capitoli che snocciolano quattro assi portanti: rigenerazione urbana e nuove funzioni culturali; educazione, arti e tecnologie, innovazione; creatività e innovazione sociale; internazionalizzazione e promozione della città.

In particolare, sono stati citati gli interventi di rigenerazione alle ex Officine Reggiane (con il Parco dell’innovazione e nuove funzioni culturali), il restauro architettonico e la riqualificazione della Reggia di Rivalta e della “Passeggiata settecentesca”, ma anche i lavori importanti effettuati in centro storico (come ai chiostri di San Domenico, palazzo da Mosto e chiostri di San Pietro). Non ultimo è stato presentato il progetto per l’arena eventi al Campovolo.

Ovviamente è stato citato il “Reggio Emilia approach”, ma sono stati presentati anche Reggionarra, il Festival della fantasia dedicato a Gianni Rodari; e poi le istituzioni culturali principali della città, con tutte le manifestazioni da esse organizzate. Nell’ambito di creatività e innovazione sociale, la parte del leone la fanno lo Spazio Gerra, il circuito Off di Fotografia Europea, il centro teatrale Mamimò.

Non poteva mancare il capitolo dedicato alla cultura del cibo, seguito a ruota dai luoghi della cultura dove hanno vissuto e operato i nostri grandi personaggi: nella bassa i naïf; a Brescello Peppone e Don Camillo; e poi Matilde di Canossa; Matteo Maria Boiardo a Scandiano; Cesare Zavattini, Gianni Celati, Romolo Valli, Silvio D’Arzo, Meuccio Ruini, Ludovico
Ariosto.

Adesso non resta che incrociare le dita e aspettare il verdetto, che sarà pronunciato mercoledì 31 gennaio. La città selezionata riceverà fino a un milione di euro dal Ministero dei beni e attività culturali e del urismo (Mibact) per realizzare il progetto presentato.

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