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Capodanno in mostra I reggiani scelgono l’arte

Grande affluenza ai Musei Civici e a Palazzo Magnani, aperti il primo gennaio Dall’inaugurazione “Kandinsky-Cage” ha registrato oltre 15 mila visitatori

REGGIO EMILIA. Il Capodanno dei reggiani? In giro per mostre. Il primo gennaio si è verificata una grande affluenza per le due esposizioni protagoniste del panorama reggiano: “On the road. Via Emilia 187 a.C-2017” ai Musei Civici e “Kandinsky -> Cage: musica e spirituale nell’arte”, a Palazzo Magnani.

L’evento che celebra i 2200 anni dalla costruzione della via Emilia da parte del console romano Marco Emilio Lepido ha registrato solo nel pomeriggio di lunedì 196 visitatori, testimonianza del grande successo della mostra che dal 25 novembre, giorno dell’inaugurazione, al primo dell’anno ha visto passare ben 4068 visitatori. Ma non è finita: ne sono attesi ancora tanti da qui alla chiusura prevista per il 1° luglio. Reggio Emilia è l’unica città emiliana che conserva nel proprio nome il ricordo del fondatore (un tempo chiamata Forum Lepidi, e poi Regium Lepidi), ma anche della strada su cui si impostava l’intero popolamento della regione, che allora delineava la zona della cosiddetta Gallia Cisalpina, poi evolutasi nel territorio che oggi noi conosciamo come Emilia Romagna. La via che conduce da Piacenza a Rimini costituiva l’asse portante delle comunicazioni padane e quando si parla di comunicazione è implicito il rimando al collante di genti parlanti lingue e portatrici di culture diverse. Eh sì, perché Reggio era conosciuta per essere una città aperta e accogliente. Dunque «una strada come viaggio della vita», per citare Jack Kerouac, dal cui bestseller prende il nome proprio il titolo dell’evento espositivo. Una strada che porta i segni di un cammino millenario ma che è anche contemporaneo. Sul suo tragitto ci si incontra, ci si stabilisce, vi si fondono idee, culture, popoli dalle più varie provenienze, che così diventano comunità.

Il visitatore accede attraverso un portale, nell’atrio dei musei, che evoca la facciata di un tempio romano e che mostra il fregio della Basilica Aemilia su cui è rappresentato Marco Emilio Lepido. Merita senz’altro il terzo piano, il cui corridoio è stato trasformato nella Via Emilia SS9, con tanto di moderni cartelli stradali, per cui si può decidere se andare a sinistra, cioè verso Piacenza (Placentia), o proseguire a destra, raggiungendo Rimini (Ariminum). A metà strada: Regium Lepidi. Una bella occasione per avere consapevolezza di noi stessi e della nostra storia, riflettendo sul tessuto globale della Via Emilia, che nacque con funzioni militari per dividere, ma che divenne presto un simbolo della coesione di popoli con il caso unico al mondo di una regione che prende il nome da una strada. Unica pecca della mostra: le didascalie per le opere, poco illuminate e il più delle volte collocate in basso, così che diventa necessario inchinarsi per poterle leggere senza strabuzzare gli occhi.

Primo dell’anno affollato anche a Palazzo Magnani, per “Kandinsky -> Cage: musica e spirituale nell’arte”, con 420 visitatori. Un risultato sopra le aspettative anche nei giorni appena successivi al Natale e che ha superato il record di presenze delle mostre precedenti tenutesi a Palazzo Magnani, tanto da essere prorogata al 18 marzo. Ad oggi i visitatori sono stati 15.651.

Qui pennello e archetto si fondono insieme per creare una sorta di tavolozza melodica o di armonia pittorica. Nelle sale di Palazzo Magnani viene raccontato il rapporto tra arte e musica dalla fine dell’Ottocento alla seconda metà del Novecento. Un percorso artistico che va dall’astrattismo spirituale di Wassily Kandinsky al silenzio illuminato di John Cage. Passando attraverso Klee, Schönberg, Čiurlionis, Werefkin, Fischinger, Melotti, De Stael, Turcato, Rauschenberg, Wagner, Klinger. Campane sonore e video accompagnano il visitatore verso una visione in modo strettamente connesso alle opere. Molto interessante l’inserimento dell’esperienza tattile dei quadri per non-vedenti. Un’esperienza multisensoriale: visiva, tattile, acustica e… mistica. Perché come disse Kandinsky: «Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima il pianoforte dalle mille corde».

Peccato per le altre due grandi mostre reggiane (a Palazzo da Mosto e allo Spazio Gerra) che hanno deciso di tener chiuso per Capodanno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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