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«La Tosca di Abbado è piena di energia»

Elena Rossi protagonista al teatro Comunale di Bologna

REGGIO EMILIA. Tra i ruoli al femminile cult della storia dell’opera, vi è sicuramente Tosca, la grande protagonista di un melodramma che è inoltre tra i più eseguiti e che nella storia del teatro lirico, ha sempre incontrato il gusto e la passione popolare. Punto d’arrivo per i soprani la cui voce possiede un una particolare forza drammatica, il ruolo di Tosca esige anche carisma e presenza scenica, perché Tosca è anche un’attrice. Ma Elena Rossi oltre a tutto questo possiede anche la bellezza. In questi giorni (fino a sabato 23 dicembre) è al Comunale di Bologna dove affronta questo amatissimo ruolo in uno spettacolo, per la regia di Daniele Abbado, che lei conosce benissimo in quanto l'anno scorso era nel cartellone del Regio di Torino sempre con lei nel ruolo della protagonista. La Rossi, per le svariate recite dell’opera al Comunale di Bologna, si alterna nel ruolo con Svetla Vassilieva e Jolana Fogašová .

Qual è la particolarità dello spettacolo di Abbado?

«Pulito, elegante; nel secondo atto domina la scena solo un angelo e i costumi sono anni '30 /'40. L'allestimento, si caratterizza per una pedana sopraelevata e girevole che a mio avviso crea delle situazioni delicate per l’equilibrio sonoro. Lo spettacolo è andato in scena prima in Giappone poi a Torino, in spazi diversi da un teatro come questo di Bologna del ’700 e dall’acustica così generosa!».

È vero che è la prima volta al Comunale di Bologna?

«Sì, non ho mai cantato a Bologna e sono emozionatissima. Ci tengo a fare bene in un ruolo che adoro come quello di Tosca.

Il finale nello spettacolo pensato da Abbado è diverso?

«Tosca in questo allestimento non si suicida gettandosi da Castel Sant’Angelo, Daniele ha pensato a lei che muore accasciandosi e nello stesso tempo sullo sfondo viene proiettata la sua ombra. È come se risorgesse o non morisse mai; la sua presenza incombe e rimane nell’atmosfera, nell’universo come figura che emana energia… Credo che Daniele che abbia voluto esprimere questa cosa».

Come ti sembra?

«Un finale molto forte che esalta il dramma intimo della protagonista ma come cantante, pensando alla musica, quando si arriva in quel punto si avverte l’esigenza di buttarsi, tanta è la forza del dramma con il suo crescendo d’emozione! Per Abbado, Tosca muore evitando il gesto plateale, però si vede sorgere la sua grandissima ombra... rimane nell’atmosfera».

Qual è il momento che ti piace di più dell’opera?

«Mi piace tutta quanta l’opera, ma il terzo atto mi emoziona in particolare modo; mi riferisco a quando Tosca pensa (o meglio sogna) che Mario sia libero e così può pensare ad un futuro con il suo amore. Lei ci crede veramente, anche se non sarà così. E ancora, come non citare l’uccisione di Scarpia, il duetto con lui per liberare Cavaradossi. Ma Scarpia continua a dirle: “Io voglio altro da te” proseguendo con il suo gioco perverso e poi lei l’uccide d’istinto, senza premeditazione. La scena, pensata da Daniele qui è vuota, lasciando quindi spazio, più che “all’oggettistica” all’interpretazione dei cantanti e alla musica che deve uscire carica di sentimento».

Com’è l’opera per la tua voce?

«Va molto bene. Ma sento che il canto di Tosca va trattato con la massima cura, dalle parti liriche con gli acuti, a quelle parlate. Non bisogna mai spingere; piuttosto occorre equilibrare bene la voce cercando gli appoggi. E questo sempre. Anche “l’urlo” ha un significato espressivo e la parte parlata è puro teatro, poiché il dramma di Tosca è una situazione vera. Devo dire che sul piano musicale, insieme al direttore Valerio Galli, con il quale l’avevo già cantata a Catania, mi sono trovata benissimo e anche con il tenore Diego Torre, un Cavaradossi meraviglioso».

I tuoi riferimenti per interpretare il ruolo di Tosca ?

«Naturalmente Rajna Kabaivanska e poi Daniela Dessì, la prima elegante e carismatica e la seconda più moderna. In modo diverso, sono ineguagliabili».

Quali sono i tuoi impegni futuri?

«Dopo Tosca, vado a Pechino per la “Vedova allegra” in tedesco, regia di Hugo De Ana, uno spettacolo magnifico; nella prima parte del 2018 mi aspettano due debutti pucciniani: Magda nella Rondine al Carlo Felice di Genova e Fidelia nell’Edgar a Saint Gallen in Svizzera, dove ho appena cantato con un grande successo la Lorelay di Catalani, un ruolo che mi ha molto emozionata».

Recentemente sei stata anche
in televisione.


«Si, nella fiction “Sirene”, per la scena con Luca Argentero e Valentina Bellè al San Carlo di Napoli; in palcoscenico cantavo io con Dario Divietri. Sono stati tre giorni di riprese con una cena finale nel sottopalco; mi sono divertita da morire ».



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