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Giacomo Bigoni presenta il suo disco omaggio a Dyens

REGGIO EMILIA. Talentuoso, appassionato, entusiasta, il chitarrista Giacomo Bigoni è un artista completo e brillante. Lo dimostra la bella carriera che sta affrontando con successo, l’insegnamento,...

REGGIO EMILIA. Talentuoso, appassionato, entusiasta, il chitarrista Giacomo Bigoni è un artista completo e brillante. Lo dimostra la bella carriera che sta affrontando con successo, l’insegnamento, la sua veste grafica, le musiche che interpreta anche il modo in cui le comunica.

Il disco “Extreme guitar solo” dedicato a Roland Dyens, inciso tre anni e mezzo dopo l’esordio con “Take time” (Discoland Records, 2014) verrà presentato oggi pomeriggio alle 18 alla Libreria Strand – Punto Einaudi (via Emilia San Pietro a Reggio Emilia).

Classe 1991, laureatosi con lode nel 2012, studiando con Claudio Piastra, Bigoni si trasferisce a Londra nel 2012, ottenendo un anno dopo l’Artist diploma in performance al Royal College of Music, con Carlos Bonell e Gary Ryan. Oltre ad insegnare ai corsi pre-accademici presso l’istituto musicale Peri dove dirige l’orchestra di chitarre. Prodotto dall’Associazione TreTempi, associazione musicale fondata dallo stesso Bigoni insieme al violinista Davide Gaspari e al compositore Gaetano Nenna, autore di un brano scritto appositamente per il disco che contiene tutta musica scritta dopo il 1984.

Nelle note del disco Bigoni afferma di essere sempre stato affascinato dalla musica di Dyens per la semplicità con cui appaiono in connessione mondi apparentemente distanti fra loro. «Quando ci ha lasciato a fine 2016, proprio nei giorni in cui stavo studiando la malinconica e dark “Alba Nera” – afferma Bigoni – è stato inevitabile decidere di realizzare con “Extreme guitar solo” una dedica a questo grande personaggio. Oltre ad “Alba Nera” di lui troviamo il “Tango en Skaï”, umoristico omaggio al tango argentino e alla gioia di vivere, e l’indiavolato “Fuoco”, una sorta di danza sui carboni ardenti che Dyens scrisse dopo un attacco di cuore. L’omaggio a Dyens – prosegue Bigoni – si concretizza non solo nei suoi brani, ma anche nell’adottare la sua idea generale
e cioè che diversi ambiti artistici e generi musicali non siano per forza incompatibili tra loro: questo è senza dubbio il lascito più importante del maestro franco-tunisino, tra i più grandi innovatori della composizione chitarristica contemporanea».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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