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Il Regospel coro festeggia vent’anni di ascolto profondo

Il compleanno questa sera alle 21 alla Multisala Novecento di Cavriago In programma anche la lettura “Orecchio acerbo” di Gianni Rodari

CAVRIAGO. È un traguardo importante quello che si appresta a celebrare, con un concerto che promette di essere indimenticabile, il Regospel coro, fondato nel 1997 da Navid Mirzadeh che tuttora lo dirige con immutato entusiasmo e passione.

Sono infatti venti gli anni di attività che questa formazione può vantare. «Sono pochi i gruppi che arrivano a questo traguardo – commentano con emozione e orgoglio la direttrice artistica Mirzadeh e la presidente Cristina Perna – Siamo molto felici e soddisfatti. E desiderosi di condividere la nostra gioia ricordando il nostro percorso con i brani che proporremo».

Il concerto celebrativo è in programma stasera alle 21 alla multisala Novecento. “Listen. Il canto dell’Anima” è il titolo scelto per la serata e a spiegarne il senso sono proprio Mirzadeh e Perna. «In questo coro sono transitate 250 persone. Attualmente abbiamo 35 elementi accompagnati, come sempre, dai tre musicisti Jacopo Moschetto al piano, Domenico Fontana alle percussioni e Gaetano Nenna al clarinetto. Per la stesura del programma abbiamo scelto brani del nostro repertorio di questi due decenni, ma diversi testi li proponiamo rinnovati. Perché Listen? Perché ciò che caratterizza il Regospel è un percorso basato sull’ascolto, perché senza non vi è canto, soprattutto d’insieme».

Se doveste scegliere tra le tante, quale esperienza è stata la più emozionante?

«Tanti i momenti emozionanti e significativi – risponde Mirzadeh –. Penso a Roberta Gualtieri, una persona molto importante per noi che è venuta a mancare. È stato davvero emozionante cantare per lei quando ci ha lasciati. Poi abbiamo cantato per innumerevoli cause benefiche e le emozioni non sono mancate».

Qual è l’insegnamento di vita più importante che l’esperienza del canto corale, e del canto gospel in particolare, vi hanno trasmesso?

«Dal mio punto di vista – dice la direttrice artistica – è l’importanza dell’ascolto, l’ascolto profondo. Senza non potremmo mai sapere se le nostre scelte sono libere o dettate dall’abitudine. Ascoltare gli altri e noi stessi, il nostro animo, se ci pensiamo bene, ci dà la possibilità di scegliere, e, nell’esercizio della scelta, di essere davvero liberi e non trascinati dalla
consuetudine. Ecco perché stasera ci sarà la lettura di “Orecchio acerbo” di Gianni Rodari, per la voce di Enrico Strobino: per spiegare l’importanza dell’ascolto attraverso un “orecchio acerbo” o “orecchio verde” ovvero un orecchio in grado di saper ascoltare in modo puro».



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