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A Palazzo Magnani, Musica e spirituale nell'arte

Reggio Emilia, un viaggio alla scoperta di Kandinsky e dell'astrattismo fino alla libertà materiale della musica. L'inaugurazione della mostra è sabato 11 novembre 

REGGIO EMILIA. «A partire dalla fine dell’Ottocento, e poi fino ai giorni nostri, si può individuare un filo rosso che pone la musica in connessione con gli sviluppi dell’arte moderna e contemporanea. Non vi è artista che non si sia confrontato con l’immaterialità dell’arte-sorella, con la sua sovrana indipendenza dal mondo del visibile e dalle finalità riproduttive. Alla musica va il ruolo di restituire all’arte il suo compito più nobile e antico, quello di divenire sede di idee universali».

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È dalla premessa della curatrice Martina Mazzotta che prende avvio la mostra “Kandinsky-Cage: musica e spirituale nell’arte”, che sarà inaugurata domani a Palazzo Magnani. Fino al 25 febbraio sarà possibile ammirare una cinquantina di opere di Wassily Kandinsky – dipinti, acquerelli, grafiche – provenienti da musei e collezioni private, tra le quali spiccano quelle di carattere musicale, come gli acquerelli dipinti per gli spettacoli teatrali (del Centro Pompidou, Parigi) e “Quadri di un’Esposizione” sulla musica di Mussorgskij (della collezione universitaria del Castello di Wahn, Colonia).

Dal confronto dialettico con un musicista e artista come Constantin Ciurlionis, rappresentato in mostra da opere e spartiti provenienti dall’omonimo museo lituano di Kaunas, nonché dalle suggestioni della musica atonale dell’amico Arnold Schöenberg (poi maestro di Cage), Kandinsky giunge intorno al 1910 all’astrattismo spirituale e apre la via al suono interiore dei segni e dei colori, alla continua ascesa verso la libertà della materia. La tensione profetica verso quello che Kandinsky chiama das Geistige in der Kunst, ovvero lo spirituale nell’arte, viene drammaticamente negata dall’avvento del primo conflitto mondiale. La musica resta tuttavia l’ambito privilegiato nel suo percorso, come in quello degli altri artisti in mostra, per proseguire verso l’arte astratta, da interpretare anche in senso mistico, religioso e cosmico.



A una sezione su Paul Klee, protagonista imprescindibile in questo contesto, segue un omaggio a Marianne von Werefkin, in collaborazione col Museo d’Arte Moderna di Ascona. La grande pittrice, pioniera nell’affrontare il pensiero artistico come «rivelazione della vita in termini di colore, forma e musica», trova un corrispettivo nel “naturalismo” dell’amico Stravinsky – l’altro protagonista, con Schoenberg, della modernità musicale della prima metà del XX secolo – la cui musica è stata scelta per la visione delle opere dell’artista.

Oltre che da campane sonore, la mostra è animata da brani letterari degli artisti, video e installazioni che invitano a sperimentare la sinestesia tra musica e arte e offrono vere e proprie riscoperte. Come quella della figura di Oskar Fischinger, il quale si ispirò a Kandinsky in maniera multiforme e divenne poi maestro di Cage negli Usa, animando tra l’altro “Fantasia” di Walt Disney con la “Toccata con Fuga” di Bach, nella quale molte delle suggestioni della mostra sembrano trovare una sede ideale.

Il backstage a Palazzo Magnani

Kandinsky-Cage a Palazzo Magnani, ecco come nasce una mostra REGGIO EMILIA. La mostra "Kandinsky-Cage: musica e spirituale nell'arte" s'inaugura sabato 11 novembre a Palazzo Magnani. Apettando l'inaugurazione siamo andati a dare un'occhiata per seguire le fasi dell'allestimento e scoprire come nasce una mostra.


Il percorso prosegue con tre artisti particolarmente legati alla musica e alla spiritualità nel secondo Dopoguerra: Nicolas De Staël e Fausto Melotti (entrambi connessi alla figura del collezionista e musicologo Luigi Magnani, proprietario dell’omonimo Palazzo in cui si tiene la mostra) e Giulio Turcato. La mostra si conclude con un ampio omaggio a John Cage, il musicista, pensatore, poeta e artista la cui concezione dell’arte come tramite privilegiato di idee universali presenta analogie con la spiritualità kandinskiana.

La mostra è promossa da Fondazione Palazzo Magnani e Skira Editore con la partecipazione del Mibact, Regione Emilia Romagna, Comune e Provincia di Reggio Emilia, Fondazione Cassa di Risparmio Pietro Manodori, Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Biglietti 12, 10 o 6 euro. È possibile saltare la coda acquistando i biglietti su www.musement.com. Info: www.palazzomagnani.it.
 

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