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Ligabue e Zavattini pittori danzanti a Palazzo Bentivoglio

GUALTIERI. La Fondazione Museo Antonio Ligabue presenta do mani alle 17 una performance di danza contemporanea per guardare con occhi nuovi la mostra Ligabue-Zavattini allestita all’interno del...

GUALTIERI. La Fondazione Museo Antonio Ligabue presenta do mani alle 17 una performance di danza contemporanea per guardare con occhi nuovi la mostra Ligabue-Zavattini allestita all’interno del Salone dei Giganti di Palazzo Bentivoglio.

La performance si articolerà in tre movimenti ispirati rispettivamente al ciclo di affreschi della “Gerusalemme liberata”, a “Leopardo con serpente” (di Antonio Ligabue) e a “Grande funerale” (l’opera di Cesare Zavattini).

Ma è davvero possibile danzare la pittura? Le connessioni tra danza e pittura sono sempre state molteplici. Celebri le collaborazioni tra Marta Graham e Pablo Picasso, o le opere di grandi pittori alle prese con costumi e scenografie per il balletto (un esempio tra tutti quello dei celebri lavori di Henry Matisse per i “Ballets Russes” di Diagilev).

Danzare la pittura, tuttavia, è qualcosa di diverso. Si tratta di percorrere l’interazione tra i due linguaggi artistici ad un livello più profondo e di far vivere sotto forma di partitura coreutica in movimento, la forza cinetica immobilizzata nelle figure pittoriche. Si tratta di dare sviluppo in “atto” a ciò che la pittura trattiene e sprigiona in “potenza”.

Do mani lo spettatore che visiterà la mostra “L’ossessione dello sguardo” avrà la possibilità di assistere ad uno spettacolo di danza site-specific, progettato proprio per trasformare le figure pittoriche di Ligabue, Zavattini e della “Gerusalemme liberata” in figure in movimento.

Le coreografie sono firmate da Alice Bergonzi. L’evento (ingresso 6 euro, 2 euro per gli spettato ri dai 6 ai 18 anni) è realizzato in collaborazione con Atelier Scuola Danza.

La mostra “Ossessione dello sguardo. Zavattini incontra Ligabue” proseguirà fino al 12 novembre. Cinquanta opere di Ligabue e 120 quadri di Zavattini, accanto ad un ricco e qualificato patrimonio documentale di entrambi, raccontano due tra i più grandi artisti italiani del ’900, entrambi artisti della Bassa Reggiana e uomini del Po. Ligabue e Zavattini sono due geni in cui le diversità si intrecciano con le affinità. Tanto
uomo primitivo, istintivo e selvaggio Toni, quanto uomo dalla forte socialità Za. Ma entrambi “irregolari”, non catalogabili sia dal punto di vista artistico che umano. La loro vita non è un’opera d’arte inferiore alle loro più belle produzioni artistiche. Per informazioni: 0522-221853.

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