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Giornata Fai: in migliaia alla scoperta della chiesa di San Domenico, chiusa da quindici anni

Reggio Emilia: grande successo per l'iniziativa organizzata in occasione della Giornata Fai d'autunno. A fare da ciceroni gli studenti del Chierici   

REGGIO EMILIA. Tutti in fila per visitare la chiesa di San Domenico. Oltre mille persone hanno voluto ammirare gli interni dell’edificio religioso sito nell’omonima piazza. È stato riaperto in occasione della Giornata Fai d’autunno, evento nazionale che si è svolto per la prima volta a Reggio. Come era prevedibile, molti curiosi hanno deciso di approfittare di questa riapertura: la chiesa è infatti chiusa al pubblico dal 2002 e viene utilizzata solo sporadicamente. È un vero scrigno di arte e architettura che molti, anche fra i reggiani, non avevano mai avuto occasione di visitare.

I tesori nascosti nella chiesa di San Domenico

Giornata del Fai, la riscoperta della chiesa di San Domenico REGGIO EMILIA. Chiusa nel 2002, la chiesa di San Domenico ha aperto le porte alla città in occasione della Giornata Fai d'autunno. A fare da ciceroni gli studenti del Chierici.


Dalle 10 alle 18 diversi apprendisti ciceroni – gli studenti del Chierici – hanno accompagnato i visitatori raccontando la storia della chiesa, che sorse intorno al 1230 su un terreno anticamente incluso nelle proprietà dell’Ordine dei Domenicani.

C’è chi ha fatto notare che la facciata ha subito diversi rifacimenti: «Si possono vedere chiaramente ancora oggi la sagoma del primo rosone e l’originaria struttura con tetto a capanna», ha detto uno dei ragazzi. C’è chi ha parlato delle varie destinazioni d’uso: «Nel 1509 il Tribunale dell’inquisizione si insediò nei locali del convento affacciati sulla piazza e pose in quell’ala dell’edificio anche le prigioni. Nel 1702 la chiesa e il convento vennero convertiti in ospedale militare».

E ancora: «In età napoleonica gli edifici furono adibiti a caserma e durante il Regno d’Italia ospitarono i cavalli». All’interno c’è chi si è soffermato sulle opere di Palma il Giovane o di Anselmo Govi; chi sulla pianta a croce latina rovesciata o sull’organo cinquecentesco.

«Siamo molto felici di questa prima edizione del Fai d’autunno che ha riscosso un grande interesse – commenta Carlo Baja Guarienti, capo delegazione Fai di Reggio –. Il tempo sicuramente ci ha assistito e tanti curiosi hanno scelto di approfittare anche della bella giornata per fare un giro in città e visitare questa chiesa chiusa da quindici anni. Ringrazio la Curia che ci ha permesso di riaprirla e gli studenti del Chierici che si sono resi disponibili a raccontarla».

L’appuntamento è alla prossima Giornata Fai di Primavera con nuovi tesori da scoprire.



 

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