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“Libri d’artista” da Barcellona alla Polveriera

La curatrice Elisa Pellacani: «Obiettivo della quinta edizione: fare emergere il valore sociale dell’arte» 

REGGIO EMILIA. Turbanti come libri da indossare che, quando li srotoli, raccontano storie. Workshop di giocoleria ma anche laboratori di collage, stampa al torchio, disegno e incisione. Caffè letterari a tu per tu con gli “autori in carne e libri”. E ancora installazioni in progress come “L’albero dei libri” e altre già sperimentate e mobili come “Il volo del funambolo” dedicata a Silvio D’Arzo. Senza dimenticare un omaggio a Nani Tedeschi, il primo dalla sua recente scomparsa. Dove trovare tutto questo e molto altro? Da oggi (inaugurazione alle 18) fino a domenica sera alla Polveriera di via Terrachini dove va in scena il Festival del Libro d’artista e della piccola edizione di Barcellona che torna a Reggio Emilia per la quinta edizione di “Fare Libri” organizzato da Ilde (Libros de Artista) ed Escuela itinerante del Libro. Ne abbiamo parlato con la curatrice Elisa Pellacani.

Qual è il cuore pulsante “Fare Libri”?

«Per la quinta volta torna a Reggio il Festival che si presenta da dieci anni a Barcellona in occasione del 23 aprile, giorno mondiale del libro e del diritto d'autore Unesco. “Fare Libri”, oltre a presentare il corpus di 110 opere inedite di autori internazionali che è lo stesso esposto a Barcellona, si attualizza sul territorio con un ricco cartellone di incontri, presentazioni di libri, artisti del libro presenti in mostra, workshop per adulti e bambini, concerti e una serie di laboratori aperti che nascono sul territorio reggiano».

Quest’anno sono ancora più numerosi i laboratori, molti dei quai gratuiti.

«Questo perché la collettività possa incontrare tecniche e forme diverse sperimentando insieme per la realizzazione di un prototipo di edizione. I laboratori, seguiti da professionisti ed autori, si svolgono nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, con orario continuato dalle 10 alle 22, offrendo la possibilità di pranzare e cenare nello stesso luogo dell'esposizione e condividendo così intere giornate sull'arte del libro. L’obiettivo resta quello di portare esperienze pratiche sui molteplici linguaggi del libro in realtà e situazioni diverse».

“Fare Libri” è stato ospitato prima a Palazzo Casotti poi alla Galleria Parmeggiani e quest’anno alla Polveriera. Qual è il valore aggiunto?

«La Polveriera è uno spazio che offre la possibiltà di un ampio coinvolgimento della città. Anche per questo, la mia speranza è che qui si possa dare più spazio e valore all’aspetto sociale dell’arte considerando che “Fare Libri” va ben oltre la ricerca artistica. Fondamentale è che le persone possano trovare un modo per esprimersi e che il messaggio venga veicolato».

Un esempio di questo sforzo sul versante sociale?

«Venerdì mattina, alle 10, si terrà un incontro-laboratorio che vedrà gli alunni della scuola media “Pertini” rapportarsi con i ragazzi disabili della cooperativa “L’Eco Creativo” di Rubiera. Verranno presentati i libri realizzati per il festival “Il Giocalibro” e “Libro”. Poi, seguirà un laboratorio aperto di stampa manuale per un libro collettivo in stoffa».

Una tra le novità di questa quinta edizione?

«Sempre parlando di un coinvolgimento
più diffuso, quest’anno ci saranno tre appuntamenti con “Fare Libri di Notte”: alla cena conviviale seguirà un concerto. Questo significa da un lato creare dibattito e confronto, dall’altro fare comunicare musica e libri. In una parola, diffondere e condividere cultura».



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