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“Concerti su tela” Omaggio ad Amadori e alle sue opere live

Oggi al Ridotto del Valli l’inaugurazione di una mostra e la performance di Rabbia (percussioni) e Battaglia (piano)

REGGIO EMILIA. Una mostra e un concerto per ricordare Gabriele Amadori (1945-2015), pittore, artista multimediale, light-designer, artista pressoché unico a dipingere e portare a compimento grandi tele in concerti live. Ha lavorato con musicisti d’ogni provenienza: da Demetrio Stratos a Paolo Fresu, da Stefano Battaglia a Franco Donatoni, da Chano Dominguez a Roberto Fabbriciani. Scomparso prematuramente nel giugno 2015, il ricordo lasciato a Reggio Emilia dalle sue esibizioni è incancellabile: la grande tela realizzata nel corso della kermesse di “Percussioni Corpi Visioni”, specialmente incentrata su Sextet di Steve Reich (con Ars Ludi, Festival Rec 2005, Teatro Cavallerizza) che ora domina l’atrio del Teatro Cavallerizza; e Pastorale con il Duo Battaglia-Rabbia.

A lui è dedicata la mostra “Concerti su tela”, che sarà inaugurata, nell'ambito del festival Aperto, oggi alle 17 al Ridotto del teatro Valli e che raccoglie, oltre alle due tele suddette diversi altri suoi painting. La mostra oggi resterà aperta fino alle 22.

In occasione dell'inaugurazione, Michele Rabbia e Stefano Battaglia improvvisano di fronte alla tela di Gabriele Amadori realizzata nel corso del concerto Pastorale degli stessi Rabbia & Battaglia. Concerto con music painting tenutosi il 9 novembre 2010 al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia nell'ambito di quell'edizione del Festival Aperto.

La grande opera (8 x 2 metri) riprende vita in quest'occasione, torna a “risuonare” dopo la morte di Amadori e a irradiarsi attraverso la performance degli stessi musicisti che la videro nascere e che sono stati fra i musicisti più assidui e in sintonia nella collaborazione con l'artista.

«Music painting ovvero dipingere la musica dal vivo. Del lavoro di Gabriele Amadori, unico nel suo genere, l’espressione dice molto ma non tutto, e forse non l’essenziale – scrive Roberto Fabbi, che con Daniela Ferriani è curatore della mostra –. Nondice, per esempio, che quanto scaturiva da un suo music painting era un’opera finita, iniziata e portata a compimento nell’arco di un concerto. fosse esso di 40 minuti o di due ore, fosse la tela di due o di nove metri, e dotata di strutture evidenti. Ciò significa che Amadori dipingeva dal vivo dopo fasi di preparazione e progettazione totalmente immerse nella musica, e in stretta collaborazione con i musicisti».

Nella mostra, che si articola in stanze tematiche, sono esposte 12 tele di grandi dimensioni, realizzate in altrettante performance dal vivo, 14 acquarelli su carta di piccole dimensioni, tra cui prove e bozzetti per fondali di concerti e 3 video: il documentario di Ranuccio Sodi “Gabriele Amadori. Spazio e tempo” (2006) e due sintesi video dalle performance kermesse di “Percussioni Corpi Visioni” (Reggio Emilia, Festival Rec 2005) e Pastorale (Reggio Emilia, Festival Aperto 2010). La mostra è resa possibile dall’Associazione Culturale Gabriele Amadori ed è sponsorizzata da Assiteca. Della mostra è stato realizzato un catalogo con foto di Dario Lasagni, edito dal Teatro Municipale Valli, Reggio Emilia, con citazioni di Gabriele Amadori e scritti di Bernardo Follini e di Roberto Fabbi.
La mostra (ingresso gratuito) sarà aperta fino all'8 ottobre compreso, con i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19. Sabato e domenica dalle 10 alle 22. Il 4, 5 e 6 ottobre, la mostra osserva un’apertura speciale riservata e non è accessibile al pubblico.



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