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Quando il rap incontra l’indie, il nuovo Coez a Reggio Emilia

Silvano Albanese all’Arena Madiba di Festareggio con il suo ultimo disco “Faccio un casino”. «Sono sempre stato uno che sperimenta, a 34 anni avevo bisogno di cambiare»  

REGGIO EMILIA. Tanta voglia di «fare un casino» e di parlare della propria vita, del proprio percorso in musica. Uno dei concerti più attesi dell’ultima settimana di Festareggio è quello di Coez, rapper-cantante che suonerà giovedì 14 settembre nell’Arena Madiba, in un’esibizione desiderata da tanti appassionati di hip hop e non solo.

A maggio è uscito il suo quarto album, intitolato “Faccio un casino”, prodotto assieme a Niccolò Contessa de I Cani e a Sine, schizzato subito in cima alle varie classifiche italiane, di vendite, ascolti su YouTube e Spotify, come ormai d’obbligo in questo 2017. Coez, nome d’arte del 34enne Silvano Albanese, ha fatto seguire al lavoro in studio un lungo tour, ormai vicino alla conclusione.

Si aspettava questi numeri?

«Sono molto contento, dal principio siamo andati molto bene nelle varie classifiche, anche più del previsto. E anche dal vivo ci sono tante soddisfazioni, per le presenze e l’affetto dei fan».

Che cosa è cambiato rispetto al passato?

«Penso che la produzione assieme a Niccolò Contessa de I Cani mi abbia portato attenzione anche da un ambiente e da un pubblico diverso da quello che mi segue da sempre. E tutti hanno apprezzato le canzoni».

Mondo “indie” e rap che si incrociano. Coez dove sta?

«Io sono cresciuto con il rap, ma oggi mi reputo un cantante che vuole esprimersi con varie forme, d’altronde è anche normale che a 34 anni ci sia la necessità di cambiare qualcosa».

Vero, però in ambienti musicali a volte chiusi queste scelte non vengono prese bene. È successo anche a lei?

«Non ho avuto particolari problemi, sono sempre stato uno che cambia e sperimenta e credo che davvero fosse inevitabile un cambiamento di forma espressiva, chi mi conosce, e chi mi segue, poteva aspettarselo».

Adesso, dal disco si passa ai concerti. Che cosa cambia per lei?

«Questo è un tour particolare, perché abbiamo tanti suoni e c’è una forte base elettronica che ci permette di rifare anche dal vivo le sonorità dell’album».

Nel disco ci sono sonorità molto variegate. È così anche sul palco?

«Sì, abbiamo tante basi, la componente elettronica è davvero molto forte rispetto alle versioni in studio ed anche rispetto alla mia produzione passata».

Con che formazione si presenta?

«Con me ci sono un batterista, che lavora molto anche con l’elettronica, un chitarrista e un dj programmatore. Con pedaliere ed effetti riusciamo a lavorare con grande ampiezza di scelta».

Vale anche per la sua voce?

«Assolutamente sì, ci sarò solo io a cantare, anche io ho una pedaliera con tanti effetti che mi permettono di variare. A volte uso l’auto-tune, a volte altre varianti».

Questo approccio riguarda solo le nuove canzoni o anche quelle vecchie?

«Anche quelle vecchie, c’è una nuova patina anche se poi cerco di non modificarle troppo rispetto alle versioni conosciute».

Perché? Non le piace toccare il passato?

«Parlo da ascoltatore e appassionato, è bello sentire versioni nuove di canzoni note, ma tutto sommato si va ai concerti anche per sentire i brani che amiamo nelle versioni che già conosciamo. Le versioni che poi ce le hanno fatto apprezzare».

Il concerto di Coez (nome d’arte di Silvano Albanese) è fissato per giovedì, 14 settembre, all’Arena Madiba di Festareggio. La musica inizierà alle 21.30. Al termine del concerto, aftershow a cura di Kaizen dei Vizi del Pellicano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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