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Una reggiana sul podio del Premio Campiello

Francesca Manfredi è stata scelta per il suo libro d’esordio 

REGGIO EMILIA. Ci sarà anche la reggiana Francesca Manfredi sul palco del Teatro La Fenice di Venezia il prossimo 9 settembre. La giovane scrittrice, classe 1988, ritirerà infatti il “Premio Campiello Opera Prima 2017” in occasione della 55esima edizione del celebre concorso assegnato a opere di narrativa italiana. L’annuncio, fatto da una giuria di esperti presieduta da Ottavia Piccolo, è arrivato qualche mese fa. «A fine maggio ho saputo di essere stata scelta per il mio libro d’esordio “Un buon posto dove stare” (La nave di Teseo) – racconta la stessa Manfredi -. L’emozione è stata tanta, non me l’aspettavo».

A colpire la giuria di questi undici racconti contenuti nel libro, si legge in una nota, è stato il «filo rosso riassumibile nei termini “traslochi”, inteso come costante spiazzamento dai propri luoghi dei diversi personaggi, e “case”, che attraggono, si ricordano, o respingono. Case che si aprono soprattutto all’interno, salvo poi svelare stanze misteriosamente intatte o ripostigli abbandonati o proibiti, in cui si celano inquietanti storie segrete, e dalle quali, se appartenenti al tuo passato, forse vorresti anche non essere mai uscito».

Sono storie di ordinaria quotidianità che hanno per protagonisti dei soggetti che vivono situazioni di disagio o che si sfuggono. La scrittura è «originale, piana, paratattica, essenziale, sospesa tra detto e non detto». Vi è poi una «nota malinconica» che attraversa tutto il libro e che «segna personaggi che portano dentro di sé le fragilità e le incertezze dell’oggi, e nei quali solo alla fine affiora la sensazione che “tutti abbiamo qualcosa che ci salva; solo che, a volte, è una cosa talmente piccola che non è facile da scoprire”».

Un libro davvero originale che ha colpito anche il pubblico reggiano che a giugno ha assistito alla presentazione alla libreria All’Arco. Se vi siete persi l’appuntamento potrete recuperare a Parma, il 26 ottobre, alla Chourmo EnoLibreria. Ma non è difficile incontrare l’autrice a Reggio. «Torno spesso anche se ora abito a Torino; a Reggio vivono la mia famiglia, i miei amici».

Francesca ha pubblicato alcuni racconti sulla rivista “Linus” ed è tra gli autori di “6Bianca”, serie teatrale in sei episodi ideata da Stephen Amidon e realizzata dal Teatro Stabile di Torino nel 2015. Tiene corsi di narrazione presso la Scuola Holden, che lei stessa ha frequentato. A settembre partirà un suo corso online su come sviluppare un racconto e sull’importanza di raccontare attraverso tutti i cinque sensi (info: scuolaholden.it/it/classi-fy/).

È un fiume in piena e in questo momento sta lavorando al suo primo romanzo. «È una sfida – dice –. Posso solo anticipare che è la storia di tre donne, madre, figlia e nonna, ed è ambientato in una grande casa di campagna. Anche qui l’ambiente domestico torna fuori». Anche se nei suoi racconti non usa mai dei toponimi, sicuramente c’è molto dei luoghi che ha conosciuto e vissuto a Reggio.

«E’ naturale, la mia infanzia l’ho trascorsa lì». Nonostante il premio e il successo, è rimasta una ragazza coi piedi per terra. «La scrittura è una passione prima di tutto poi se diventa un mestiere tanto meglio». Prima di salutarla, le chiediamo un consiglio

per chi vuole approcciarsi a questo mondo: «Un buon corso di scrittura insegna ad avere un metodo. Inoltre è bene ricordare che scrivere è un lavoro di artigianato che ha bisogno di molta pratica. E consiglio di leggere il più possibile generi diversi».


 

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