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Quella volta degli Ufo a Villa Aiola di Montecchio

Era la notte tra il 12 e il 13 agosto del 1977, lo scherzo rimbalzò su tutti i giornali dell'epoca

MONTECCHIO. Sono trascorsi quarant’anni da quella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1977, quando avvennero i misteriosi fatti che portarono Villa Aiola, frazione di Montecchio, alla ribalta delle cronache nazionali.

Un bagliore insolito, poi la corsa forsennata di tre amici in bar: «Un’enorme palla luminosa è atterrata nel campo di fianco alla strada». Una goliardata dei tre giovani (all’epoca) oppure ad Aiola atterrarono veramente gli Ufo? Il mistero, a distanza di 40 anni, è ancora fitto, anche se nella frazione di Montecchio, sono in tanti a sapere la verità...

I PROTAGONISTI. La storia – che nell’estate del 1977 fu pubblicata sul prestigioso “Giornale dei misteri”, rivista che si occupa di esoterismo e ufologia, oltre che sui quotidiani dell’epoca – inizia con un gruppo di amici, tra cui lo scrittore e regista santilariese Pier Carpi (scomparso nel 2000) che aveva da poco ultimato il suo ultimo film “Povero Cristo”, che, come ogni giorno, tirano tardi al bar parrocchiale. Presenti, oltre a Carpi e la moglie Franca Bigliardi, anche il pittore campeginese Alfonso Borghi; Antonio Bedini di Caprara (scomparso nel 2009); Giancarlo Ferretti, funzionario di banca a Sant’Ilario; il casaro Ulderico Del Monte (scomparso nel dicembre scorso); Lauro Paterlini, funzionario dell’Ufficio provinciale del Lavoro di Parma e Giuseppina Marmiroli dell’Ufficio anagrafe del Comune di Parma, amica dei coniugi Carpi. Tra gli avventori del bar, oltre a tanti ragazzi del paese, anche il giovane parroco, ora monsignore, Antenore Vezzosi.

I FATTI. Verso mezzanotte, Ferretti, Borghi e Bedini lasciano gli amici al bar per recarsi nella vicina Cavriago, in cerca di un locale dove consumare uno spuntino. Quelli rimasti al bar vedono una luce, «un bagliore insolito», filtrare dalla finestra e, poco dopo, ecco che rientrano trafelati i tre diretti a Cavriago. Raccontano che sulla strada del ritorno, verso Aiola, «vicino al podere delle Opere Pie di Reggio (condotte dall’agricoltore Ciro Casini, ndr) hanno visto passare sulle loro teste una palla luminosa di notevoli proporzioni, che portandosi dalla loro destra alla loro sinistra è andata con una rapida parabola ad atterrare sul campo poco lontano dalla strada».

Ferretti – raccontano le cronache dell’epoca – avrebbe voluto fermarsi per accertarsi di quanto stava accadendo, ma gli altri due lo convincono ad allontanarsi di gran carriera.

Tutti quanti, allora, escono dal bar e con i propri mezzi si catapultano sul luogo dell’avvistamento. E lì, a cento metri, a lato della strada vedono un oggetto di forma sferica che emette un vivido bagliore bianco. Diversissime le reazioni: chi è curioso e chi spaventato, ma tutti rimangono ammaliati da quanto sta accadendo. Ferretti, Borghi e la signora Bigliardi, i più intraprendenti, decidono di scendere dal ciglio della strada per avvicinarsi all’oggetto misterioso. Borghi, però, ha paura e si ferma. Gli altri due proseguono tra l’erba folta del campo. È Ferretti ad arrivare per primo sul posto, fino a circa quindici passi dalla «sfera di circa cinque metri di diametro, molto luminosa, della quale si distinguevano i contorni e la superficie, dai riflessi verdognoli nella parte superiore».

Nessuno riesce a capire se poggiasse su qualche supporto o fosse sospesa nel vuoto, anche se tutti saranno poi concordi nel dire che «rimaneva sollevata da terra di circa due metri».

LA STRANA FORZA. Quando tutti sono ormai tranquilli, ecco accadere un fatto strano. Giancarlo Ferretti, il ragioniere, che per primo si è avvicinato all’oggetto, sente come se una forza lo sollevasse per poi scaraventarlo a terra. La cosa lo sconvolge a tal punto da farlo correre verso il gruppo rimasto sul ciglio della strada e che, accortosi dell’accaduto, si sta già disperdendo per la paura. Lo stesso Ferretti si lancia dentro una delle auto che stanno lasciando il luogo del ritrovamento, finché non si calma e chiede di essere riportato indietro. Viene accontentato dall’amico alla guida, mentre gli altri sono già fuori dalla loro vista. I due tornano nel campo ma, una volta arrivati dove prima c’era la palla, non trovano traccia del misterioso oggetto. Iniziano a chiedere a chi era rimasto cosa fosse successo: in molti testimoniano di aver visto «volare Ferretti per circa sei metri», anche se il malcapitato protagonista di quell’episodio non lo ricorda affatto. È allora – riportano le cronache – «che alto nel cielo, verso nord, compare un oggetto che, emanando una luce bianca, si sposta verso est, muovendosi a zig zag e con la luce biancastra che pulsa, scomparendo a tratti».

L’avvistamento si chiude con due strisce luminose al termine delle quali compare un altro oggetto simile al primo, anch’esso con luce pulsante, che scompare poi in brevissimo tempo nella stessa direzione. A quel punto vengono chiamate le autorità competenti e i carabinieri che, effettuati i rilievi, non troveranno nessuna traccia. La eco dell’avvistamento ha però una ridondanza nazionale, anche grazie all’autorevolezza dei presenti tra cui, appunto, Pier Carpi.

VERITÀ O BUGIA? Dopo l’avvistamento nel campo, per mesi e mesi Aiola è stata meta di ufologi a caccia di reperti o notizie che potessero sanare la loro sete di conoscenza. La verità non si è mai saputa, anche se qualche ragazzino, all’epoca, si lasciò sfuggire che la struttura metallica sferica era stata realizzata in gran segreto a casa Marmiroli – nei cui campi atterrò l’ufo – e poi caricata su un carro nel quale erano state posizionate le luci e una macchina del fumo.

Nessuno, però, ha mai dichiarato che si trattasse di uno scherzo, cosicché, ancora oggi, ad Aiola aleggia il mistero. Va detto che, qualche tempo dopo, nel campo sportivo di Aiola venne organizzato uno spettacolo dallo stesso Pier Carpi, assieme a un gruppo di amici, con una scenografia degna dei migliori film sugli ufo. Il

ricavato fu devoluto alla parrocchia e in molti vollero vedere in questo gesto una sorta di risarcimento alla comunità da parte di colui che, grazie anche alla sua “influenza”, aveva accresciuto la credibilità di un evento così strano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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