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Una mostra dedicata alla grande storia della pubblicità

TRAVERSETOLO (Pr). È la pubblicità la protagonista della grande mostra in programma dal 9 settembre al 10 dicembre nei saloni della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano. “Volete la salute? Bevete il...

TRAVERSETOLO (Pr). È la pubblicità la protagonista della grande mostra in programma dal 9 settembre al 10 dicembre nei saloni della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano.

“Volete la salute? Bevete il Ferro China Bisleri”. È il 22 giugno 1890 e sulla Tribuna Illustrata appare il primo e più antico slogan italiano a cui ne seguirono tanti negli anni successivi come: “Bianchezza dei denti Igiene della Bocca. La vera Eau de Botot è il solo dentifricio approvato dall’Accademia di Medicina di Parigi”. Fino al celebre “A dir le mie virtù basta un sorriso” per il dentifricio Kaliklor (1919), esito felice di un concorso aperto a tutti divenuto una pietra miliare della storia della comunicazione pubblicitaria.

Da questi primi passi della storia della pubblicità prende avvio la mostra, a cura di Dario Cimorelli e Stefano Roffi, che, attraverso duecento opere dalla fine dell’Ottocento all’era di Carosello, si pone l’obiettivo di raccontare la nascita in Italia della pubblicità dalle sue prime forme di comunicazione semplici e dirette, all’introduzione dell’illustrazione come strumento persuasivo e spiazzante per novità e per fantasia, al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario attraverso i diversi media, dal più conosciuto manifesto, alla locandina, alla targa di latta e poi al packaging della confezione, fino all’arrivo della radio come strumento di comunicazione di massa.

La prima sezione racconta come i primi illustratori furono artisti e i loro bozzetti e manifesti fossero realizzati seguendo l’idea dell’illustrazione come elemento di comunicazione. La seconda sezione è dedicata al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario. La terza sezione riguarda tutti gli strumenti di promozione pubblicitaria che si sono sviluppati accanto al più conosciuto manifesto, come locandine, depliant, targhe in latta fino all’illustrazione della confezione. La quarta e ultima sezione è dedicata ai nuovi strumenti di comunicazione che si affacciano dal 1920 in poi, la radio prima e poi la televisione fino al giorno in cui nacque Carosello, il primo passo verso un’altra storia.

La mostra, fra gli altri contributi, si avvale della collaborazione col prestito di un importante numero di bozzetti originali di Carboni, Nizzoli, Testa, Sepo del Centro Studi e Archivio
della Comunicazione (Csac) dell’Università di Parma, e di manifesti d’epoca del Museo nazionale Collezione Salce di Treviso, della Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli del Comune di Milano, della Collezione Alessandro Bellenda – Galleria L’Imagine, Alassio - Savona.



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