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Zamboni annuncia  la sua “Rivoluzione” 

Il musicista organizzerà uno spettacolo di musica e teatro nel centenario della rivolta bolscevica

REGGIO EMILIA. Un secolo dalla Rivoluzione. Era nel destino, per una persona diventata grande in un’avventura chiamata Cccp, omaggiare la Rivoluzione Sovietica, uno dei grandi cardini della storia, e per una volta si potrebbe usare anche la “s” maiuscola. Lo ha annunciato su Facebook, Massimo Zamboni: per il 7 novembre, a cento anni dall’insurrezione di Pietrogrado, l’ex chitarrista di Cccp e Csi presenterà una “1917 - 2017 I Soviet + L’Elettricità”, un omaggio ai «dieci giorni che sconvolsero il mondo», per citare John Reed.

Il tributo arriverà in compagnia di tanti amici di musica e di penna, quelli con cui collabora dall’inizio della sua carriera da solista a cavallo del nuovo millennio. Uno è già confermato, Max Collini degli Offlaga Disco Pax e di Spartiti, già al fianco di Zamboni in alcuni dei concerti con i Post Csi (gli ex Csi senza Giovanni Lindo Ferretti).

«Abbiamo deciso di buttarci in un’avventura che non ci lascerà respirare fino al suo compimento: “I Soviet + L’Elettricità”, un concerto-spettacolo-celebrazione-coreografia e comizio teatrale musicale dedicato al centenario della Rivoluzione Sovietica», scrive Zamboni. L’idea girava da anni, man mano che l’anniversario si avvicinava, e ora si è concretizzata con un obiettivo chiaro: debuttare proprio il 7 novembre, a un secolo esatto dall’insurrezione bolscevica in quella che all’epoca si chiamava Pietrogrado e sarebbe diventata Leningrado, prima di tornare a essere San Pietroburgo.

Non sarà facile, ad ammetterlo lo stesso Zamboni: «Pensato almeno tre anni fa, discusso, abbandonato, ridiscusso, riabbandonato fino a che, un mese fa, si sono create le condizioni per farcela. La tempistica è proibitiva: occorrerebbe almeno un anno in più, lo spettacolo è complesso, stratificato, tutto da inventare».

Le basi, ovvero gli altri artisti e un repertorio quanto mai adatto alla bisogna, sono solide: «I compagni di viaggio ci sono – dice Zamboni –le canzoni pure, anche se il repertorio andrà riadattato completamente. Ma tutto il resto è un salto nel vuoto; che intendo compiere. Ne sarei pentito a lungo, altrimenti. L’occasione per ripensare a quegli avvenimenti riflettendoli ai giorni nostri è ora, o mai più».

Per questo, parte un appello ai fan: «Vi chiedo tutto il sostegno possibile, l’entusiasmo per una celebrazione che deve essere collettiva. Senza paraocchi, con disincanto, con rabbia, anche. Ma con passione. A breve cominceremo a far circolare date, informazioni, comunicati ufficiali, sospiri e tensioni».

Il primo a rispondere è Max Collini, che sempre su Facebook rivela: «Zamboni mi ha chiesto di collaborare a un suo nuovo spettacolo teatrale/musicale dedicato ai cento anni della Rivoluzione d’Ottobre. Inutile dire che avevo detto di sì ancora prima che pensasse di propormelo. Siamo già in ritardo su tutta la linea, come sempre, ma cercheremo di arrivare al 7 novembre pronti e combattivi. Si tratta principalmente di uno spettacolo teatrale, ma ne saprete di più nelle prossime settimane».

Il conto

alla rovescia è già iniziato, e gli appassionati storici – quelli cresciuti coi Cccp o con il loro mito, non meno resistente – sono già pronti a scattare per ogni aggiornamento. L’anniversario, d’altronde, è davvero di quelli unici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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