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L'immaginario al potere al castello di Bianello  

Quattro Castella, una grande mostra dedicata alla grancontessa e ai castelli matildici

QUATTRO CASTELLA. Matilde torna al castello di Bianello. Il genius loci si manifesta sotto forma di quadri antichi e contemporanei, libri, fotografie, medaglie e stampe dei secoli passati e attuali. Il tutto, esposto nella rocca di Quattro Castella, dove fino al 24 settembre sarà aperta al pubblico la mostra “Castelli in aria”, allestita a cura di Donatella Jager Bedogni con il patrocinio del Comune di Quattro Castella e la collaborazione dell’Associazione Amici di Canossa e del castello di Bianello. Il tutto avviene con il contributo della Regione Emilia Romagna.

L’esposizione è allestita al castello di Bianello, capitale politica dell’area un tempo dominata da Matilde di Canossa. Fino al 24 settembre saranno in mostra novanta oggetti, in gran parte facenti parte della collezione di Giuliano Grasselli, per molti anni regista del Corteo storico matildico e da decenni appassionato ricercatore di oggetti legati alla storia della Grancontessa.

La mostra sarà visitabile negli orari di apertura del castello, consultabili su www.bianello.it. In occasione della mostra sarà presentato anche il libro “Castelli in aria”, patrocinato da Narciso Cilloni.

“Castelli in aria” è dedicata all’immaginario del Bianello e dei castelli matildici. «In aria – spiega Donatella Jager Bedogni – perché costruiti in alto, su colli o speroni rocciosi per meglio difendere il territorio, ma soprattutto perché in essi si perde la fantasia e si scatena l’immaginario. Il castello è un luogo sicuro, in cui rifugiarsi e allo stesso tempo un luogo misterioso dove si aprono porte invisibili e trabocchetti. Si tratta di beni architettonici incastonati in località affascinanti con paesaggi di notevole risalto».

La collezione di Giuliano Grasselli ha consentito l’allestimento di questa esposizione grazie ad anni di ricerca e acquisizioni di quadri, stampe, incisioni, fotografie storiche, libri antichi e moderni e medaglie commemorative, trovando la sua perfetta ambientazione all’interno del castello a disposizione del pubblico e degli studiosi.

Una ambientazione perfetta, che in questi mesi trasformerà la mostra in una ulteriore attrattiva turistica per Quattro Castella e per l’area matildica. Al contempo, probabilmente ci si chiederà perché non trasformare la mostra trimestrale in una esposizione definitiva della preziosa collezione al castello di Bianello.

«I castelli legati alla storia di Matilde di Canossa – prosegue Donatella Jager Bedogni – sono a tutt’oggi la concreta testimonianza di quanto avvenne oltre mille anni fa. Possono fornire ancora molto materiale di studio e recupero di conoscenze e modi di vita che vanno oltre le semplici datazioni di fatti storici, fino ad arrivare alle radici della tradizione locale».

Il percorso della mostra si sviluppa in diverse sale del castello che ospitano le singole sezioni. La biblioteca, cuore della mostra, è dedicata al castello di Bianello, e vi è esposto un antico e unico cabreo risalente alla fine del XVII secolo appartenente alla collezione Grasselli. Sono anche presenti i testi delle lettere inviate da Gregorio VII a regnanti e prelati d’Europa durante il suo soggiorno a Bianello nel 1077.

La stanza attigua, in cui è conservato un ritratto di Matilde di Canossa, è dedicata a una serie di ritratti della Grancontessa che raccontano come è stata raffigurata in epoche differenti. Nell’ingresso antico è ospitata la sezione dedicata ai castelli appartenuti ai Canossa presenti sul territorio reggiano, con alcuni pezzi che ritraggono le pievi. Si tratta di una ricca serie di quadri a olio, incisioni e acqueforti dei castelli di Canossa, Carpineti, Sarzano e Rossena e una ricostruzione del castello di Sassolato, presente un tempo nel territorio di Frassinoro.

Vi sono esposte stampe di varie epoche provenienti da Germania e Inghilterra che propongono interpretazioni dell’episodio del perdono di Canossa, preziosi i libri antichi e medaglie commemorative. Nell’anticamera rossa al piano nobile si trovano due quadri dello storico Perdono di Canossa, di grandi dimensioni, e un busto ligneo di Enrico IV, mentre nella sala da ballo sono esposte quattro grandi immagini pubblicate dal quotidiano L’Unione di Bologna nel 1885 in memoria della morte di papa Gregorio VII.


Il fascino evocativo dei castelli è molto legato

a Matilde di Canossa e agli eventi storici di portata europea che in quei luoghi avvennero.

Info: 0522 249232, biblioteca@comune.quattro-castella. re.it. Prenotazione visite: 338 6744818, info@ideanatura.it.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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