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Reggio Emilia: da Kandinsky a Cage tra pittura e suoni  

Mostra a Palazzo Magnani, un’esperienza multisensoriale con iniziative collaterali 

REGGIO EMILIA. Mentre per la prima volta in questi giorni un’opera di Wassily Kandinsky finisce all’asta, Palazzo Magnani si appresta in autunno a ospitare una mostra su questo grande artista, proponendo il nucleo di una cinquantina di opere (dipinti, acquerelli, grafiche), provenienti da musei e collezioni private italiane e straniere che saranno proposte in un percorso tra arte e musica dall’ 11 novembre al 25 febbraio 2018.

L’obiettivo della mostra è, infatti, mettere in connessione il pittore russo Vassily Kandinsky (Mosca, 4 dicembre 1866 - Neuilly-sur-Seine, 13 dicembre 1944), creatore della pittura astratta e il compositore e teorico musicale statunitense John Cage (Los Angeles, 5 settembre 1912 – New York, 12 agosto 1992), considerato una delle personalità più rilevanti e significative del Novecento nell'evoluzione della musica contemporanea.

Un evento che come ha detto la stessa curatrice Martina Mazzotta ieri nella sede della Fondazione della Danza dove è avvenuta la presentazione, «non è una mostra per fare bigliettazione». A sottolineare una scelta in qualche modo “elitaria”. Una dichiarazione in qualche modo in dissonanza con quanto affermato in precedenza dal sindaco Luca Vecchi e dal presidente della Provincia Giammaria Manghi. Per i quali invece, come hanno sottolineato nel loro intervento, «con questa mostra che si terrà a Palazzo Magnani, si apre una nuova stagione che punta al ripensamento e al riposizionamento della Fondazione dopo l’ingresso del Comune a fianco della Provincia e che cade a vent’anni esatti dalla nascita dell’ente culturale». Una mostra con la quale quindi si punta a rilanciare l’attività della Fondazione Magnani con un investimento anche economico non residuale per ottenere un adeguato riscontro di critica e di pubblico.
“Kandinsky-Cage. Musica e spiritualità nell’arte”, è il titolo della mostra che proporrà opere che volutamente hanno uno spiccato carattere musicale e che si amplierà con una serie di eventi collaterali che finiranno per coinvolgere Fondazione della Danza e Fondazione I Teatri. La mostra proporrà un percorso che va dall’astrattismo spirituale di Kandinski alle risonanze interiori di Jhon Cage, passando per le opere di Paul Klee, Max Klinger, Arnold Schonderg, Marianne Werefkin, Oskar Fischinger, Fausto Melotti, Giulio Turcato, Robert Rauscenberg. Un intreccio che proporrà ai visitatori una mostra multisensoriale tutta da scoprire che, come ha detto ancora la curatrice «i bambini che potranno goderla in superficie, mentre gli studiosi potranno coglierne la complessità».

Insomma una mostra che pur nella sua complessità, o forse proprio in virtù di questa, rivelerà gradite sorprese per chi si accosterà per la prima volta all’opera di questo grande artista della pittura astratta. E sarà questa anche l’occasione per vedere opere provenienti da musei e collezioni private italiane e straniere tra cui quelle in arrivo dal Centro Pompidou di Parigi e dalla Collezione del castello di Wahn di Colonia. Interessanti anche le iniziative collaterali programmate dalla Fondazione I Teatri, che nello stesso periodo della mostra hanno messo in calendario il 14 ottobre al teatro Ariosto “Fattore K”, un omaggio a Kandinski, oltre alle conferenze realizzate dalla Fondazione nazionale della Danza.

Infine un’attenzione particolare la Fondazione Palazzo Magnani la riserverà alle persone con disabilità fisica e psichica con il percorso espositivo dotato di soluzioni idonee per una fruizione facilitata. La mostra promossa da Fondazione

Palazzo Magnani e Skira Editore, con la partecipazione del Ministero dei beni e delle attività culturali, Comune, Provincia, Fondazione Manodori e Camera di Commercio, conta su un comitato scientifico presieduto da Paolo Repetto e composto tra gli altri da Michele Porzio e Gillo Dorfles.

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