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Laura Pazzaglia racconta la “grammatica” di Rodari

REGGIO EMILIA. Proseguono le storie sottosopra di “Reggionarra 2017”.Stasera alle 21 l’appuntamento è al Centro internazionale Loris Malaguzzi con “La Fantastica, tante storie” con Laura Pazzaglia e...

REGGIO EMILIA. Proseguono le storie sottosopra di “Reggionarra 2017”.
Stasera alle 21 l’appuntamento è al Centro internazionale Loris Malaguzzi con “La Fantastica, tante storie” con Laura Pazzaglia e il coordinamento artistico di Maria A. Listur. La narrazione intreccia le poesie, le filastrocche, le canzoni e la vita di Gianni Rodari al racconto della nascita delle scuole dell’infanzia reggiane.
Nel 1972 il Comune di Reggio Emilia invitò Gianni Rodari a tenere cinque incontri con le insegnanti delle scuole dell’infanzia, elementari e medie della città e, insieme, con i bambini della scuola comunale dell’infanzia Diana. Rodari, già celebre in tutto il mondo per le sue storie, trasse da quegli incontri il materiale definitivo per pubblicare “La grammatica della fantasia” e, caso più che unico, dedicò il libro alla città di Reggio Emilia.
Con lievità e ironia la narrazione vuole onorare l’invito a immaginare la realtà che l’opera di Gianni Rodari, e l’azione educativa di Loris Malaguzzi insieme, continuano a proporci. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Momento clou dei prossimi giorni sarà poi “L’Alveare delle storie” al teatro Valli. L’appuntamento è per domenica al Municipale alle 11 (con repliche alle 11.30, 16, 16.30, 18 e 18.30). «Alcun giorni fa abbiamo scelto i 12 narratori – spiega Monica Morini, direttrice artistica di Reggionarra – tra cui c’è Violetta Zironi». Nell’alveare ogni narrazione s’intreccia con le altre e così le parole, dentro lo spazio dei palchi, si fanno suono; ma quest’anno per la prima volta succederà qualcosa anche sul palco.
«L’Alveare – spiega Morini – è stato ideato cinque anni fa da me e Bernardino Bonzani. Si basa sulle suggestioni di Boltanski in cui il teatro viene
rovesciato. Abbiamo pensato di concepire lo spazio in quel modo, facendo galleggiare le storie nell’oscurità, mentre la musica di Antonella Talmanonti esalta il valore percettivo, inglobando in un suono unico le esperienze d’ascolto che si hanno nei singoli palchi». Info: www.reggionarra.it.

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