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Fortunato Depero alla villa dei capolavori 

In mostra alla Fondazione Magnani Rocca il più futurista dei futuristi Oltre cento opere per scoprire “il Mago”, tra pubblicità e dipinti

TRAVERSETOLO (Pr). Chi di Fortunato Depero ha una esperienza parziale – magari per opere riprodotte – e tuttavia è rimasto colpito dalla sua originalità, con la mostra allestita dalla Fondazione Magnani Rocca può ampliare felicemente il quadro.
Interventista nella prima guerra mondiale come tutti i suoi compagni di fede, volontario e presto riformato, Depero è fra i futuristi quello che si è dedicato meno a un’estetica di guerra. Attratto dal gioco, dalla teatralità, e soprattutto dalle occasioni creative offerte dalla crescita industriale, ha dialogato più di altri coi coevi russi – dall’astrattismo di Malevich alla grafica pubblicitaria costruttivista – coltivando poi preziosissime collaborazioni con l’impresario Diaghilev, Igor Stravinskij, Casella, fino ad approdare, dagli anni venti, al design: ha progettato sedie, lampade, inventato decorazioni per stoviglie, modelli di abbigliamento, tappeti. È stato poi un precursore pubblicitario (Unica, Campari, San Pellegrino) e di grafica editoriale (Vogues, Vanity Fair), nonché un animatore di eventi; tutto ciò senza rinunciare alla ricerca pittorica. Alcuni acquerelli in mostra, con la loro eleganza bidimensionale, e i collage – per non dimenticare i magnifici disegni a china – esaltano la passione dell’artista per le linee spezzate e le tinte piatte, mentre un fascino tutto particolare hanno le “tarsie di panno”, coloratissime e impeccabili composizioni figurative fatte appunto con la stoffa. Linee spezzate, dicevo, geometrie, angoli, ma anche variazioni curve. Basti in proposito dire dell’Architettura sintetica di uomo (Uomo coi baffi), 1916-17, forse il miglior dipinto a olio presente a Mamiano: bidimensionalità di base, quadri-scacchiera e rettangoli, in perfetta esaltante armonia con la sinuosità suggerita dai baffi
del personaggio e, quindi, applicata in punti diversi della superficie.
Il ricco catalogo è a cura di Nicoletta Boschiero e Stefano Roffi per i tipi della Silvana Editoriale. Buone le riproduzioni e assai ampia la documentazione fotografica. La mostra resterà aperta fino al 2 luglio.

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