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faccia a faccia con il vescovo 

Susanna Tamaro in cattedrale «Riscopriamo lo stupore»

REGGIO EMILIA. Una chiacchierata a cuore aperto con Susanna Tamaro, un botta e risposta sincero tra attualità, letteratura e vissuto personale per accompagnare i giovani nel pellegrinaggio verso la...

REGGIO EMILIA. Una chiacchierata a cuore aperto con Susanna Tamaro, un botta e risposta sincero tra attualità, letteratura e vissuto personale per accompagnare i giovani nel pellegrinaggio verso la realizzazione di se stessi.
È iniziato così “Una voce nella mia vita”, il ciclo di tre incontri voluto dal vescovo della Diocesi di Reggio Emilia, Massimo Camisasca, per offrire alle nuove generazioni spunti di riflessione e di crescita in occasione della Quaresima. La provocazione è stata accolta da una cattedrale più che gremita che al termine del dialogo fra il vescovo e la scrittrice di “Va’ dove ti porta il cuore” e altri ventitré romanzi di successo, le ha rivolto molteplici domande e un caloroso applauso.
«Giunti al quinto anno, questi incontri fra i giovani e il vescovo sono ormai una consuetudine – ha sottolineato Camisasca –. Qual è il peso della nostra vita? Cosa ci può aiutare a realizzarci? Sono queste le domande guida su cui riflettiamo insieme a un’amica, Susanna Tamaro. In questi giorni, di fronte agli atti di vandalismo avvenuti anche nelle scuole delle nostra provincia, non possiamo fermarci alla giustificazione della noia, ma dobbiamo chiederci quale ne sia l’origine: qualcuno ha introdotto questi ragazzi alla vita, al bello e alle fatiche di ogni giorno?».
La risposta della Tamaro è partita dalla sua esperienza personale, dall’aver scoperto la scrittura come conseguenza alle tante domande poste dall’osservazione del reale, alla volontà di capire la natura che ci circonda. «Avete mai visto la matematica perfetta di una conchiglia? – ha detto la scrittrice invitando a riscoprire il valore dello stupore –. Per capire il vostro posto nel mondo dovete coltivare delle passioni grandi, come va curata la preghiera intesa come attenzione continua alla realtà, senso di gratitudine e capacità di intervenire se necessario».
A livello personale, poi, la Tamaro ha detto: «Non ho avuto un’infanzia semplice ma poi ho capito che il passato va rielaborato per non farsi divorare, e ho fatto la chiara scelta di ripartire. Adesso mi sono fermata con la scrittura. Dopo “La tigre e l’acrobata”, che è il mio testamento spirituale, le batterie sono scariche». Dopo il dialogo con
la scrittrice, cresce l’attesa per i prossimi venerdì in calendario, il 24 marzo con il regista Pupi Avati e il 31 marzo con il cantautore Nek, accompagnati dal quartetto dell’istituto diocesano di liturgia.
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