Quotidiani locali

Capossela al Valli tra ombre e ricordi 

L’amico Franco Bassi: «Vinicio, la Ghenga ti aspetta» 

REGGIO EMILIA. «Tra le migliori battute di Vinicio, io ricordo sempre la risposta data ad una giornalista che gli chiedeva dove abitasse. Lui rispose dicendo che, di solito, a chi voleva sapere il suo indirizzo di casa dava il numero di targa della macchina. Non c’è dubbio, però, che sono due i luoghi in cui, più che altrove, Vinicio ha le sue radici. Uno è Calitri (Avellino), l’altro è Ca’ De Caroli (Scandiano). I calitrani sono riusciti a fargli una gran festa a Napoli, concludendo così una magica serata. Per non sentirci da meno, io suggerirei a tutta la Ghenga reggiana di cominciare a darsi da fare, anche per sfatare lo storto nome che il Capitano ha dato alla sua dimora scandianese: la casa inutile».
L’appello è di Franco Bassi, storico fondatore del Fuori Orario di Taneto e grande amico di Vinicio Capossela, che martedì sera – all’interno della rassegna Arci “Leggera” – farà tappa al teatro Valli con “Ombra. Canzoni della Cupa e altri spaventi”.
«Ero un po’ invidioso degli amici calitrani – scherza Bassi – e così ho scritto il post su Facebook. Ma anche noi organizzeremo qualcosa per Vinicio. Non dico cosa per non rovinargli la sorpresa».
Oltre a Franco Bassi, ribattezzato “Luce” da Vinicio, nel “noi” sono compresi Tony Benzina (alias Antonio Mainini), il Tenente Dum Dum (ovvero Marco Stefanini) e Vincenzo Costantino Cimaschi («lui è milanese, ma è entrato comunque a far parte della Ghenga»). «Vinicio non era ancora famoso – racconta Bassi – quando la Ghenga si è formata. Ci trovavamo nell’acquedotto di Stefanini, in località Chiavicone, così ci siamo chiamati “La ghenga del Chiavichione”. In quella casa Vinicio ha scritto il libro “Non si muore tutte le mattine”. A quell’esperienza, poi, si deve anche “La contrada del Chiavicone”». L’amicizia tra Bassi e Capossela, però, è iniziata prima. «Ci siamo conosciuti nel 1986. Io e Dum Dum avevamo un locale a Parma, l’Escandalo, mentre Vinicio era uno studente fuori sede e viveva in un loculo. Gli ho fatto il primo contratto della sua vita: suonava nel nostro locale due volte a settimana in cambio di vitto e alloggio a casa mia. In quell’anno di convivenza ha scritto “All’una e 35 circa”, poi ha spiccato il volo».
Ma Vinicio – che torna spesso al nido in quella “Casa inutile” di Ca’ De Caroli – per gli amici reggiani ha in serbo grandi sorprese. Più che un concerto, infatti, quello di martedì sarà uno spettacolo di evocazioni, fatte di riflessi e ombre, che prenderanno forma su una scenografia di tulle e specchi. Nel foyer
ci sarà anche una cabina per chi vorrà farsi fotografare l’ombra del viso, «la parte più evanescente di noi – dice Vinicio – la più misteriosa e nostra». Non resta che acquistare il biglietto (nei punti vendita ticketone e al Valli) e godersi la magia. Inizio ore 21. Per info: 0522- 392137.

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