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Turismo. Palazzo Magnani c’è, eccome  

Con Parma e Piacenza. La consigliera comunale replica al direttore. E per il futuro lancia il Turismo Responsabile

Caro Direttore, accolgo con piacere l'interesse del suo giornale per una riflessione sulla vocazione turistica di Reggio Emilia, in particolare ora che la nostra città fa i conti con l'area turistica vasta in sinergia con Parma e Piacenza.

Mi associo però alle riflessioni del Presidente della Provincia Manghi sulla “fiacchezza con la quale Reggio ha perseguito la costruzione di una sua personalità turistica”.
È tempo, siamo già molto in ritardo, di mettere a fuoco e avere ben chiaro quali siano gli elementi che possano rendere Reggio Emilia attrattiva e competitiva. Pensare che il successo turistico di Reggio Emilia sia legato semplicemente alla messa in atto di azioni di marketing del territorio analoghe a quelle delle grandi città, ossia pensare che i monumenti, i beni culturali, le eccellenze gastronomiche, i musei possano da soli fare la differenza semplicemente se promossi bene con strategie e risorse adeguate è del tutto velleitario. È trattare un problema senza affrontarlo realmente.

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Non basta - come invece voleva lasciare intendere tempo fa la Gazzetta al termine delle sue inchieste e delle sue “visite clandestine” - investire in tal senso; sia chiaro è una cosa da fare e in cui Reggio Emilia evidenza sicuramente ritardi, ma, occorre dirselo, Reggio non potrà mai competere turisticamente con le altre illustri località italiane dal punto di vista storico-artistico.
Quali siano le mete che un turista sceglie prioritariamente nel nostro paese è il risultato di processi che affondano le radici in ragioni oggettive, in consuetudini storiche e in anni di investimenti.
Anche un lungo e articolato processo storico, radicatosi in particolare a partire delle rotte del Grand Tour di Settecentesca memoria, ha strutturato dinamiche che difficilmente buone azioni di marketing potranno invertire a tavolino.

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A Reggio Emilia, ora messa in dialogo turisticamente con Parma e Piacenza, occorre certamente investire molto più di quanto non si sia fatto sinora per la valorizzazione del territorio, è necessario studiare strategie di comunicazione e promozione efficaci, ma occorre soprattutto, io credo, cambiare prospettiva e trovare la chiave che potrebbe costituire realmente una svolta. Anche per evitare, ad esempio, che la nostra città venga schiacciata dalle sue colleghe, soprattutto Parma.
Reggio Emilia nella partita su monumenti, beni culturali e musei non potrà mai giocarsela con Roma, Firenze o Venezia, e nemmeno con Parma per le ragioni sopra esposte.
Può senz'altro giocarsela con gli eventi culturali ed espositivi, e lo ha dimostrato con le mostre di Palazzo Magnani e con Fotografia Europea.

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Caro Direttore, Palazzo Magnani c'è, eccome! Forse Lei non lo sa? Ha visitato le mostre? E' venuto da quando è arrivato in città a toccare con mano le file di sabato e di domenica, o le scuole di ogni parte d'Italia che rumorosamente arrivano durante la settimana in Corso Garibaldi? Mi auguro di sì.
Come per altre mostre da anni (De Chirico, Escher, Piero della Francesca), oggi oltre 30.000 visitatori sono venuti per il Liberty; di questi circa il 65% proviene da fuori città; sono un indotto significativo che anche la Camera di Commercio ritiene fondamentale, tanto che insieme da anni si costruiscono pacchetti turistici ad hoc legati alle mostre. Ma occorre investire.

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Lei quando parla di Ferrara lo fa con cognizione di causa? Sa che tutti gli Enti, la Fondazione Bancaria e gli attori del territorio ferrarese da anni hanno fatto una scelta e hanno fanno convergere tutte le risorse su Palazzo dei Diamanti che può contare su almeno, e ripeto almeno, 1 milione di euro a mostra?
Pensa che a Reggio Emilia si abbiano le stesse forze? Se lo pensa si sbaglia.
Quindi occorre, se si ritiene – secondo me correttamente – che gli eventi espositivi siano un veicolo turistico importante, che il territorio faccia una scelta, decisa in tal senso.

Se no buttare il sasso e poi tirare indietro la mano è operazione decisamente sterile.
Ma tornando all'identità turistica, io credo che Reggio Emilia possa distinguersi ed emergere realmente se sapremo “vendere” ciò che di diverso, unico e speciale Reggio Emilia può offrire. E quel qualcosa sono le persone. E, si noti bene, non si tratta di un mero slogan romantico, bensì di una possibilità concreta offerta da un tipo di turismo innovativo, etico ed esperienziale che porta il nome di Turismo Responsabile.

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Il Turismo Responsabile - portato avanti da un'Associazione Nazionale radicata in tutto il mondo (AITR Associazione Italiana Turismo responsabile) il cui presidente, udite udite, è reggiano! - punta tutto sulla qualità umana dell’accoglienza e dell’ospitalità e il rapporto amichevole e conviviale che si va ad instaurare fra residenti e ospiti. Nella filosofia di questo turismo “esperienziale” gli operatori turistici possono essere il contadino, il barbiere, il giovane innovativo, lo studioso di storia e di arte locale, l'immigrato che da vent'anni abita la città, la rezdora, il cooperatore sociale, l'educatore, l'industriale e molti altri ancora, tutti coloro cioè che hanno una storia, un sapere, un tesoro di conoscenze e di bellezza da raccontare, e che possono regalare al turista l'occasione di assaporare con incredibile autenticità quanto di più vero si cela nella storia e nell'anima della nostra città.

Grazie al coinvolgimento della comunità – persone selezionate con grande cura –, l'Associazione, secondo un format oramai diffuso e apprezzato in tutto il mondo, è in grado di costruire percorsi unici in grado di unire valore umano e sociale alla visita e conoscenza di monumenti, bellezze artistiche, eccellenze e tradizioni.
L’obiettivo generale è di favorire un processo di qualificazione che renda la città più accogliente, ospitale e visitabile; che metta in luce non soltanto il patrimonio storico, monumentale ed artistico ma anche l’intero patrimonio di cultura tangibile e intangibile che trae origine dalla storia della città e dalla sua vera ricchezza che sono le persone.

A mio avviso questa è la strada da intraprendere subito per la valorizzazione turistica di Reggio Emilia e ritengo che saremmo decisamente competitivi se non imbattibili!
Tempo fa, era il 26 aprile 2016, presentai un odg in Consiglio Comunale al riguardo, votato e approvato e ne parlai con l'Assessore Maramotti. Mi auguro che il percorso possa essere davvero intrapreso.

* consigliere comunale. presidente commissione Scuola attività ed istituzioni culturali, sport. e tempo libero. Comune di Reggio Emilia .

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