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“Free”, il ritorno dei Tokio per aiutare i bambini sudafricani

Reggio Emilia, la band di Gigi Cavalli Cocchi di nuovo protagonista dopo quarant’anni. La vendita dell’album servirà per costruire una biblioteca a Johannesburg

REGGIO EMILIA. I Tokio sono tornati. Ma se la band reggiana più famosa degli anni ’80 ha deciso di riunirsi non è certo per motivi nostalgici. Alla base della reunion, infatti, c’è un progetto specifico e benefico, vale a dire raccogliere fondi da destinare ai giovani di Johannesburg in ricordo di Nelson Mandela.

Alberto Bigi, Gigi Cavalli Cocchi, Cesare Fornaciari, Paolo Genta, Emanuele Iannuccelli e Franco Schiatti hanno imboccato strade diverse, da quando, ventenni, infiammavano i cuori dei reggiani e mietevano successi musicali a livello nazionale. Tra loro, solo Cavalli Cocchi (ex batterista nei Csi di Lindo Ferretti, collaboratore di Luciano Ligabue, per il quale ha suonato anche nell’ultimo concerto al Campovolo) ha proseguito come musicista professionista.

L’idea di riunire il gruppo della spensierata giovinezza per un disco è nata due anni fa, con la scomparsa di Nelson Mandela: una occasione per coniugare beneficenza e il piacere di ritrovarsi tra amici dopo ben 35 anni. «È stato molto bello dal punto di vista umano – spiega Alberto Bigi –. Il nostro scopo non è un’autocelebrazione, infatti, bensì fare qualcosa di utile. Quando facevamo i tour suonavamo “Biko”, il pacifismo di Mandela era un tema a noi caro fin da allora. Dopo la sua morte ci siamo interrogati su cosa potessimo fare di concreto, ed eccoci qui. Tutto è nato da nostro interesse personale che si è innestato su un territorio, come quello reggiano, da sempre molto attivo nei rapporti con il Sudafrica».

Il primo passo è stato scegliere a quale realtà devolvere i proventi dell’operazione. «Le possibilità erano svariate– spiega Gigi Cavalli Cocchi – ma poi, grazie al Comune di Reggio, abbiamo scoperto la biblioteca per bambini e adolescenti della township di Wattville, nella municipalità di Ekurhuleni a Johannesburg, di recente intitolata al reggiano Giuseppe Soncini. Più che una biblioteca, è un centro di socializzazione. Abbiamo visto foto di gruppi di donne e bambini – racconta – e ci hanno ricordato il cortile della nostra infanzia, negli anni ’60 e ’70. Ci è sembrata l’opzione più a fuoco: la nostra città ha già contribuito a ristrutturare i locali e comprare libri, ma restano ancora parecchie necessità. Una bella storia, della quale vogliamo essere partecipi».

Per farlo hanno registrato un album, “Free”, il cui ricavato sarà devoluto al centro, detratte le spese di produzione. «È il nostro contributo alle nuove generazioni di sudafricani – spiega Cavalli Cocchi – che avranno la possibilità di crescere meglio».

Dal 2013 («ci abbiamo messo del tempo perché ognuno di noi ha impegni diversi») ha preso forma il cd: cinque cover di brani dedicati da vari artisti a Mandela, e poi l’inedito dei Tokio “The road to freedom”, in gran parte registrati nello studio al ponte di San Pellegrino di Cavalli Cocchi.

Il progetto, che ha riscosso una pioggia di sponsor e di enti patrocinatori (ambasciata sudafricana in Italia, ambasciata italiana in Sudafrica, Istituto italiano di cultura in Sudafrica, Fondazione E-35, Alleanza Portoghese Italiana Ellenica), è stato fecondo, germogliando in un videoclip (“Biko-Progetto Free” su Youtube), un sito internet (www.tokio2014.it) con le videointerviste di altri artisti (Stadio, Irene Fornaciari, Fabio Mora dei Rio, Musica Nuda), il coinvolgimento del pittore Alfonso Borghi (autore di 40 stampe numerate, in vendita a 250 euro), infine la collaborazione con il Rugby Reggio, sport nazionale in Sudafrica, che ora distruisce

il proprio inno dei Tokio insieme a “Free”.

Ma per ora nessun concerto in vista. «Non è nei programmi – afferma Cavalli Cocchi –.Organizzare esibizioni dal vivo è troppo complicato per noi. Per ora ci interessa raccogliere fondi sostanziosi e speriamo che i reggiani ci aiutino».

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