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Valestra scommette sulle sue tradizioni e inventa “CibArti”

CARPINETI. «Ciàpa e màgna». Ossia «Prendi e mangia», in dialetto montanaro. Ha un motto che racconta tutto da sé, la prima giornata di cibo di strada in programma domenica a Valestra. La frazione...

CARPINETI. «Ciàpa e màgna». Ossia «Prendi e mangia», in dialetto montanaro. Ha un motto che racconta tutto da sé, la prima giornata di cibo di strada in programma domenica a Valestra.

La frazione all’ombra del celebre monte ha deciso di sfidare le corazzate del periodo, i grandi eventi ormai consolidati, con una lunga giornata chiamata CibArti ed interamente dedicata alla gastronomia, per valorizzare le vecchie tradizioni locali, in cui si trovano tante tracce delle presenze liguri e bizant ...

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CARPINETI. «Ciàpa e màgna». Ossia «Prendi e mangia», in dialetto montanaro. Ha un motto che racconta tutto da sé, la prima giornata di cibo di strada in programma domenica a Valestra.

La frazione all’ombra del celebre monte ha deciso di sfidare le corazzate del periodo, i grandi eventi ormai consolidati, con una lunga giornata chiamata CibArti ed interamente dedicata alla gastronomia, per valorizzare le vecchie tradizioni locali, in cui si trovano tante tracce delle presenze liguri e bizantine nella zona appenniniche. La testimonianza più classica e citata è quella della carne della pecora, eredità dell’impero romano d’Oriente che proprio nel crinale attorno a Valestra e a San Vitale aveva il suo confine.

La giornata prenderà il via al mattino, alle 9, con la preparazione dei primi piatti nei vari presidi allestiti nelle stradine e nelle aie del paese da produttori della montagna reggiani. A far loro compagnia, escursioni, giochi per bambini, il mercatino del contadino e quello dell’usato, e tante dimostrazioni di artigiani e commercianti.

Il menù? Una grande specialità di Valestra sono i casagai (in foto), i pezzi di polenta cotta con lardo, spezie, fagioli e aglio e poi fritti. I casagai sono un classico per la montagna reggiana, ma a Valestra si passa al culto vero e proprio, con una ricetta segreta. Ci saranno poi le barzigole, le bistecche di pecora conciate, gli arrosticini, l’erbazzone montanaro con il riso, il Parmigiano Reggiano del caseificio locale, senza togliersi le soddisfazioni di assaggi di gnocco fritto, torte fatte in casa, panna cotta con ambrosia, zuppa inglese.

Si potrà gustare anche il savurett, la confettura appenninica ottenuta dalla lunghissima bollitura di pere e mele poi usata per i dolci e per condire le carni, a mo’ di mostarda. Fra i liquori, l’anisetta, il più classico dei distillati reggiani, ovviamente a base di anice. A questo robusto pacchetto gastronomico, si uniscono le altre attività. Alle 9.30 ci sarà una camminata lungo il versante del monte Valestra per scoprire le leggende locali con Roberto Montanari dell’Ecomuseo delle Valli dell’Enza e del Secchia; la prenotazione è obbligatoria al 348-7915178. Alle 10 e alle 15 la vetreria Tuttovetro curerà delle realizzazioni di vetro Tiffany, mentre alle 10.30 ci sarà uno spazio di costruzione storie e riciclo creativo per bambini sulle leggende del Monte Valestra, condotto da Valentina Barozzi e dal comitato Fermare la Discarica. Nel pomeriggio si passa alla magia, alle 15 con Nicoletta Beretti, e alle narrazioni matildiche per bambini a cura di Gigi Cavalli Cocchi, musicista e produttore di anisetta. In caso di maltempo la festa sarà rimandata al 16 ottobre. Per aggiornamenti, controllare la pagina Facebook CibAltri. (adr.ar)