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FESTIVAL APERTO

L’eretico fondatore del pensiero moderno

L’opera “Giordano Bruno” di Filidei in scena in anteprima nazionale sabato 26 settembre al Municipale Valli

REGGIO EMILIA. A lui intellettuale europeo, uno dei costruttori delle “libertà dei moderni”, si devono alcuni dei principali concetti del pensiero contemporaneo: l’universo infinito e i mondi innumerabili; la distruzione del cosmo aristotelico e tolemaico; la critica radicale dell’età dell’oro; la concezione del lavoro come “principio” delle civiltà; la dissoluzione dei generi letterari tradizionali. Eppure Giordano Bruno è morto sul rogo dell’Inquisizione romana, essendo stato incolpato d’eresia.

A lui, l’edizione 2015 del Festival Aperto, ha riservato la serata inaugurale di sabato 26 settembre (ore 20.30), al teatro municipale Valli, che ospiterà la prima italiana dell’opera intitolata con il suo nome e composta da Francesco Filidei, su libretto di Stefano Busellato, un ricercatore post-dottorato in storia della filosofia presso l’Università di Siena.

In preparazione all’evento giovedì 24 settembre, alle 20.30, alla Sala degli Specchi del teatro Valli, si svolgerà la conferenza di Ermanno Cavazzoni su “Eresia e vite eretiche di Papi” e, a seguire, la proiezione del film “Giordano Bruno”, di Giuliano Montaldo e con Gian Maria Volonté, mentre sabato 26 settembre, alle 18, nella saletta Stampa del ridotto del teatro Valli, il compositore Francesco Filidei (vincitore quest’anno del Premio Abbiati) e il regista Antoine Gindt introducono l’opera.

«L’immagine di Bruno sul rogo, il suo corpo che tocca il legno ardente è al centro dell’opera – spiega Filidei – La prima idea era di lavorare in un contesto operistico come lo si intende nel repertorio classico. Ho poi imposto una struttura di dodici scene e il contrasto fra le scene cosiddette filosofiche, dove si espongono le diverse tesi di Bruno, e quelle processuali, dove si segue la cronologia storica, dall’arresto al supplizio. Le ho immaginate come luoghi della memoria, ciascuna associata a un’immagine, a un colore. Bisogna attendere l’undicesima, la scena del rogo, per ritrovare tutte le note delle scene precedenti, dove tutti i colori si mescolano, dove infine si distrugge quello che è stato costruito. Nelle mie opere c’è sempre un principio distruttivo. Voglio superare la bellezza rendendo la materia aggressiva, perché sia interessante e ponga domande».

Le sue opere, edite da Rai Trade e Ars Publica sono state eseguite da diverse orchestre tra le quali l’Ensemble intercontemporain, le Percussions de Strasbourg, il Klangforum Wien. Alcune sue composizioni sono state trasmesse da Rai 3 e Radio France. Francesco Filidei cerca con le sue opere, come ha affermato Sciarrino, di immaginare una musica privata dell’elemento sonoro, facendo rimanere solo lo scheletro, un suono leggero ma ricco. Come organista è conosciuto come interprete di Franz Liszt di cui ha eseguito l’integrale.

Da segnalare lo sconto “eretico” (da 25 o 20 a soli 5 euro) a chi, fino alle 20.30 di giovedì 24 settembre, si presenterà al botteghino con almeno uno dei diagrammi che rappresentano la Trinità Ermetica – Mente, Intelletto, Amore – incisa da Giordano Bruno negli “Articuli centum et sexaginta adversus huius tempestatis mathematicos atque philosophos”.

Info: www.iteatri.re.it.

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