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Nato in Nigeria, cresciuto a Reggio l’orgoglio granata di Wilfred Osuji

L’intervistaAndrea MunariPer Wilfred Osuji Reggio vuol dire casa e indossare la maglia granata è un orgoglio. Il centrocampista è nato in Nigeria ma è arrivato a Chiozza di Scandiano a 14 anni. A...

L’intervista

Andrea Munari

Per Wilfred Osuji Reggio vuol dire casa e indossare la maglia granata è un orgoglio. Il centrocampista è nato in Nigeria ma è arrivato a Chiozza di Scandiano a 14 anni.

A Chiozza sono arrivati i suoi primi calci al pallone le tante amicizie che ancora oggi coltiva. «Reggio è la mia casa – dice il centrocampista granata – e indossare questa maglia è una grande responsabilità».

E’ in granata fin dal primo giorno di raduno e in queste settimane la squadra è cambiata mol ...

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L’intervista

Andrea Munari

Per Wilfred Osuji Reggio vuol dire casa e indossare la maglia granata è un orgoglio. Il centrocampista è nato in Nigeria ma è arrivato a Chiozza di Scandiano a 14 anni.

A Chiozza sono arrivati i suoi primi calci al pallone le tante amicizie che ancora oggi coltiva. «Reggio è la mia casa – dice il centrocampista granata – e indossare questa maglia è una grande responsabilità».

E’ in granata fin dal primo giorno di raduno e in queste settimane la squadra è cambiata molto.

«E’ cambiata in meglio e non vediamo l’ora di accogliere chi ancora deve arrivare. Siamo un ottimo gruppo con delle ottime individualità».

Chiozza poi Milan, Padova, Varese e Modena, un curriculum importante.

«Sono allo stesso livello degli altri. Voglio solo dare il mio contributo anche perché in rosa ci sono altri giocatori che hanno esperienze simili alla mia».

Che cosa ricorda dell’esperienza al Milan?

«Al Milan mi hanno insegnato a essere calciatore e uomo».

A quiale campione rossonero si è ispirato?

«Impossibile fare solo un nome, però Ronaldinho è il mio idolo ed ero sempre attaccato a lui. Ricordo che durante un’amichevole ad Hannover in Germania mi disse che dovevo sempre avere la voglia di giocare anche se mister Ancellotti non mi prendeva in considerazione».

Dopo qualche anno ha conosciuto anche Usain Bolt.

«Ho fatto la riabilitazione con lui a Monaco di Baviera. È un bel personaggio e gli auguro tutto il bene possibile».

Com’è nata la trattativa con la Reggio Audace?

«Mi hanno chiamato e ho accettato, tornare a casa mi dà uno stimolo in più».

Il mister l’ha schierata sia come mezzala sia come trequartista.

«Sono una mezzala però mi metto al servizio. Se serve gioco anche in porta».

Ha segnato sul calendario la sfida con il Modena?

«Lì sono stato bene e non lo nego, adesso però ho un nuovo amore e lo porto avanti a testa alta. Non sono una persona vendicativa». —