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La Boschi non si ferma Alberto Venturini è il secondo opposto

Nipote di Moise l’atleta è cresciuto nelle fila del Volley Treviso «Sono molto motivato, vogliamo ottenere grandi risultati»

Campegine. Un nuovo acquisto del Volley Campegine che ha ufficializzato l’arrivo in prestito dal Volley Treviso dell’emergente opposto classe ’99 Alberto Venturini. Il suo arrivo è un colpo in prospettiva e si affiancherà nello stesso ruolo al confermatissimo Bartoli.

Nipote dell’ex atleta della Ferrovieri Parma, Carlo Alberto Moise, al quale è stata intitolata la palestra di Vicofertile, è cresciuto pallavolisticamente tra le fila del Volley Treviso e negli ultimi anni ha partecipato ai camp ...

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Campegine. Un nuovo acquisto del Volley Campegine che ha ufficializzato l’arrivo in prestito dal Volley Treviso dell’emergente opposto classe ’99 Alberto Venturini. Il suo arrivo è un colpo in prospettiva e si affiancherà nello stesso ruolo al confermatissimo Bartoli.

Nipote dell’ex atleta della Ferrovieri Parma, Carlo Alberto Moise, al quale è stata intitolata la palestra di Vicofertile, è cresciuto pallavolisticamente tra le fila del Volley Treviso e negli ultimi anni ha partecipato ai campionati di serie D e serie B, nel girone C assieme a Gori Wines Prata e Alva Inox Delta Porto Viro, prima di esser prelevato in prestito da Campegine, intenzionata a farlo diventare punto fermo, soprattutto in chiave futura.

«Molti giovani talenti passano dal vivaio del Volley Treviso, dove possono lavorare con un “guru” della pallavolo come Michele Zanin – spiega il team manager del Volley Campegine, Mauro Gallingani –. Venturini è un giocatore sul quale la società punta tanto e che potrà compiere un ulteriore salto di qualità accanto al riconfermato Bartoli. Credo sia un elemento già di buon livello con delle potenzialità interessanti in ogni fondamentale. Sa battere in diversi modi, alterna vari colpi in attacco e possiede ancora notevoli margini di miglioramento».

Venturini, neo iscritto al corso di Laurea in Ingegneria dell’Informazione all’Università degli Studi di Parma, è pronto a mettere i suoi due metri d’altezza al servizio della squadra per bissare la promozione della scorsa stagione.

«Questa nuova realtà assomiglia in parte a Treviso – racconta –. Ho trovato un ambiente positivo con altri ragazzi giovani e voglia di crescere».

Quanto ha influito il passato di suo nonno?

«Purtroppo non ho fatto in tempo a conoscerlo, ma ho iniziato a giocare principalmente per lui. Non avrei mai pensato di venire qua a pochi chilometri da Parma, è davvero incredibile».

Quali saranno i suoi propositi immediati?

«Lavoreremo sodo e formeremo un bel gruppo dentro e fuori dal campo. Puntiamo a crescere insieme per proseguire nel nostro percorso».

Cosa le ha lasciato in eredità l’esperienza di Treviso?

«La disciplina e l’importanza del lavoro quotidiano».

A chi si ispira?

«Il modello è sempre stato mio nonno, ma fra i nomi della pallavolo attuale direi Atanasijević e De Cecco». —

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