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Una serata per ricordare Mike Mitchell

Il 22 giugno all'hotel Astoria la presentazione del libro sul campione della Pallacanestro Reggiana

REGGIO EMILIA. E' un libro bellissimo, ricco di spunti e di aneddoti anche inediti sulla vita di Mike Mitchell quello scritto dal giornalista napoletano Marcello Altamura su Mike Mitchell che sarà presentato in anteprima nazionale a Reggio il 22 giugno prossimo. La serata, organizzata dal Panathlon reggiano e aperta a tutti, si terrà a partire dalle 19 nella sala convegni dell’Hotel Astoria. Hanno assicurato la loro presenza compagni di squadra, dirigenti e tecnici che hanno avuto modo di lavorare al fianco di Mitchell durante la pluriennale carriera sui campi di basket.

Federico Buffa racconta il grande Mike Mitchell REGGIO EMILIA. L'avvocato Federico Buffa, grande esperto di basket e volto noto di Sky Sport, è stato l'ospite d'onore della serata che si è svolta giovedì al Ct Reggio di Villa Canali. Ecco un simpatico aneddoto con cui ha ricordato il "Professore". LEGGI L'ARTICOLO

Nel corso della serata, condotta dal giornalista reggiano Adelmo Tagliavini che ebbe modo di lavorare e di conoscere bene Mike, sarà possibile rivivere alcuni momenti indimenticabili vissuti dal Professore con filmati che l’hanno visto protagonista e pareri degli ospiti che interverranno alla serata, col pubblico che potrà interagire. Nella saletta adiacente sarà inoltre possibile acquistare il volume, edito da Absolutely Free Libri, la cui prefazione è stata scritta da Flavio Tranquillo, voce dell’NBA in Italia. Nel testo viene ripercorsa la vita del grande campione. Anzi, come ricostruisce l’autore le “quattro vite” di Mitchell: le stagioni nell’NBA, la caduta nel baratro della droga e la rinascita fino all’ultima, felicissima, avventura di una carriera infinita con la Pallacanestro Reggiana cui Altamura dedica un’ampia parte del libro.

Degli anni in biancorosso vengono evidenziati i passaggi e i diversi momenti che hanno portato Mike a diventare anima e leader del team per sette indimenticabili stagioni. «Quando nell’estate ’92, Mike Michell entra nella vecchia sede del club - scrive Altamura nel libro - vede la foto di Bob Morse appesa alla parete e chiede sornione: “E questo chi è?”, dopo aver ottenuto la risposta dalle segretarie risponde: “Vorrà dire che a me la farete più grande”. Ha avuto ragione lui, oggi all’ingresso della nuova sede del club c’è un’altra gigantografia». La sua.

La leggenda vuole che solo al pala Bigi, a causa di strani giochi di visuale, riuscisse a trovare certi tiri impossibili. Di sicuro chi l’ha visto staccare dalla sua “mattonella” e volare in alto, sopra tutto e tutti, e infilare un tiro perfetto non lo può dimenticare. Le battaglie vinte sul campo dall’ala piccola sono state infinite: dall’NBA giocata prima con Cleveland e quindi con la sua San Antonio, all’Italia dove, fra alti e bassi, ha giocato a Brescia e Napoli. ù

Ma di trofei, Mike, ne ha sollevato uno solo in carriera. Al termine della stagione ’91-’92, vince infatti il campionato israeliano con la maglia del Maccabi Tel Aviv. Non resterà però in Israele a cercare il bis, Mike. La stagione successiva vestirà infatti i colori della Pallacanestro Reggiana e sarà l’inizio di una grande passione. Ha 36 anni quando Virginio Bernardi, l’allenatore che quattro anni prima l’aveva voluto Brescia, lo porta a Reggio. In tanti dicono che ormai la sua carriera è al capolinea.

Si dice che l’uso di droghe, un parentesi nerissima della sua vita che lui non volle mai nascondere, ne hanno inesorabilmente compromesso la condizione e nel campionato di serie A2 non può che sparare gli ultimissimi colpi prima del ritiro. Non sarà così. L’infinita classe e la grandissima padronanza dei fondamentali lo rendono ancora assolutamente competitivo anche se si trova di fronte giovinastri atletici. Il vecchio leone ruggisce già all’esordio in maglia biancorossa, quando in scioltezza infila 41 punti a Trapani. E non sarà l’unica prestazione offensiva a quei livelli.

Nel marzo ’93 contro Forlì ne fa addirittura 51, il suo high career di sempre. Si moltiplicheranno le prestazioni offensive eccellenti, come si moltiplicherà la passione per Reggio e per la sua gente, sempre più innamorata del Professore. Come tutte le grandi passioni non mancheranno certo i dolori nei suoi sette campionati reggiani: una retrocessione, una semifinale playoff, quella del ’98, con la Fortitudo che come un leone in gabbia dovette vivere da spettatore causa un infortunio, oltre a tante sconfitte. Sono passati sette anni dalla sua morte, diciannove dal suo ritiro avvenuto al termine della stagione ’98/’99.

Eppure nell’anniversario della scomparsa, sabato, le foto del Professore si sono moltiplicate sulle pagine social dedicate alla Pallacanestro Reggiana, sui profili degli irriducibili tifosi biancorossi che si sono esaltati con i suoi tiri letali ma anche di quelli di chi è arrivato dopo e quell’epoca non l’ha mai vissuta. Perché Mike è Mike. Leggenda anche per chi non l’ha mai visto staccare dalla sua mattonella, alzarsi in alto sopra tutti e infilare un tiro perfetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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