Quotidiani locali

Il ds della Correggese: «Spero che il patron Lazzaretti non molli»

Calcio serie D: dopo tre anni Garaffoni potrebbe lasciare: «Il presidente porti avanti ciò che ha costruito»

CORREGGIO. Per la Correggese non è un bel periodo. Non ci sono feste, non ci sono gioie, non ci sono pensieri positivi. L’unica certezza è che quella squadra allestita per fare un campionato di alta classifica non ha tenuto fede agli obiettivi e il prossimo anno militerà in Eccellenza.

Una retrocessione amara arrivata sul finale di una partita che aveva tenuto acceso le speranze che questa Correggese si sarebbe potuta giocare tutto ai playout, una fiammella che è stata spenta dal giovanissimo Filippo Chiti realizzatore di una rete pesante per il Tuttocuoio.

Il direttore sportivo Mirko Garaffoni fa il punto della stagione.

Direttore, ora a Correggio cosa accadrà?

«Servirà ancora un po’ di tempo per prendere decisioni. Una retrocessione non è mai semplice da affrontare e da accettare. La sconfitta è di un paio di giorni fa e non so cosa verrà deciso per il futuro. Quello che mi auguro è che il presidente Claudio Lazzaretti porti avanti quello che ha costruito in questi anni e che non si lasci abbattere da una retrocessione, per distruttiva che possa essere».

L’epilogo è stato amaro.

«Il rammarico per la retrocessione è immenso perché eravamo partiti con ben altri obiettivi ma nel nostro cammino non siamo riusciti a tenere fede alla meta. È stata un’annata nata male e di sicuro ci ha fatto imparare purtroppo parecchie cose che serviranno per il futuro. Se questa annata è andata male la colpa è anche mia e non sono certo la persona che si tira indietro o cerca alibi».

Cosa è mancato?

«Non siamo riusciti a trovare un’anima di squadra che riuscisse a dare quella spinta, quel qualcosa in più che serviva per affrontare questo campionato. Magari c’erano squadre nel nostro girone che tecnicamente non erano eccelse ma avevano raggiunto quella quadratura, quell’amalgama che noi non siamo mai riusciti a raggiungere. Siamo sempre stati molto deboli mentalmente e poco coesi e questo ha sicuramente influito sull’andamento generale».

Lei rimarrà a Correggio?

«Non lo so ma non credo. Non sono la persona che rimane attaccato alle sedie e credo che dopo un percorso di tre anni sia giusto cambiare. Non tanto per quest’annata fallimentare della quale mi prendo le mie responsabilità, ma per il percorso che ho avuto a Correggio».

Da calciatore a direttore sportivo intende?

«Esatto e ringrazio il presidente Lazzaretti come uomo e come sportivo per la grande opportunità che mi ha concesso. In questi tre anni si è instaurato un rapporto umano importante che porterò sempre con me. Il ringraziamento è grande per un uomo che ha creduto in

me e nelle mie scelte. A volte positive a volte, purtroppo, che sono risultate negative».

Cosa farà in futuro?

«Ancora non lo so. Di certo andrò a vedere partite per vedere giocatori e fare quello che ho imparato a fare in questi anni».
 

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO

Sconti sulla stampa e opportunità per gli scrittori