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I cugini Diener le armi offensive dei lombardi

Meo Sacchetti ha costruito la squadra per valorizzare le doti atletiche e tecniche dei suoi

REGGIO EMILIA. «Cremona? È decisamente una squadra di Meo». Le parole di Max Menetti descrivono bene l’avversaria della Grissin Bon. La squadra lombarda, retrocessa l’anno scorso e poi ripescata per l’esclusione di Caserta, è una formazione costruita sul talento offensivo, pensata per valorizzare le tante doti atletiche e tecniche dei suoi componenti. Il tutto in puro stile Meo Sacchetti. Cremona ha il quarto attacco del torneo con 83.4 punti segnati di media, tira molto bene i liberi (seconda con 78.1%) e soprattutto da 3 punti, terza col 36.8%. Ottimi dati figli di un gioco sbarazzino che viene “compensato” inevitabilmente da una difesa leggera: i lombardi sono quintultimi per punti subiti, con 82.5 di media, e terzultimi per rimbalzi concessi, ben 37.8 a match. L’avvio non è stato facile, anche perché il mercato è stato modificato in corsa col ripescaggio, ma ora Cremona è squadra con qualità e solidità, costruita sulla sapienza dei cugini Diener e sulla supremazia fisica di Johnson-Odom, play-guardia potenza e mano educata, e dell’ala Kelvin Martin, 14 punti e 6 rimbalzi di media, una delle novità più intriganti di questa serie A con la sua capacità di attaccare il ferro unita a una discreta tecnica. Il contorno non è male. Travis Diener non è più il dominante fuoriclasse di un tempo ma conosce il gioco come pochi. Anche per il cugino Drake, ex di giornata, i giorni di gloria sono lontani, ma l’intelligenza e la pericolosità perimetrale gli permettono di tenere il campo e di far male. Chiaro, entrambi i cugini hanno atletismo ridotto, ma con utilizzi limitati sono più che funzionali. Ai muscoli ci pensano d’altronde Martin e Johnson-Odom, secondo realizzatore di serie A con 18 punti di media, assistiti dall’altra ala Usa Milbourne, buon comprimario, e da Simone Fontecchio, a lungo oggetto del desiderio Grissin Bon. Dall’arrivo dell’ala bolognese la stagione di Cremona è cambiata, il 23enne ha dato energia, difesa e tiro da fuori e

allargato le rotazioni. Sotto canestro il perno è Henry Sims, giocatore altalenante per eccellenza. Anche gli altri italiani, il play Ruzzier e il lungo Ricci, sono molto adatti al sistema: danno aggressività, tiro da fuori e – nel caso di Ruzzier – tanto dinamismo. (adr.ar.)

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