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La Reynolds & Cervi premiata ditta che incanta l’Europa

Il centro di Detroit è il primo Mvp dell’intero turno di coppa Il lungo reggiano: «A San Pietroburgo dobbiamo ripeterci»

REGGIO EMILIA. Miglior giocatore di gara 1 dei quarti di finale. La devastante partita di Jalen Reynolds contro lo Zenit ha fatto strabuzzare gli occhi non solo a Reggio.

Cifre da paura. Il centro di Detroit è stato nominato da Eurocup MVP (Most valuable player) della gara di andata dei quarti di finale, premiato dai numeri e dall’impatto. In 20’ scardi in campo, Reynolds ha chiuso con 19 punti, 11 rimbalzi, 2 assist e 29 di Pir, l’indice di valutazione di un giocatore sul match. La ciliegina sulla torta è il suo 9 su 10 al tiro da 2 punti, fondamentale per aiutare Reggio nella miglior prestazione statistica della sua breve storia in Eurocup: i biancorossi hanno chiuso con 28 tiri da 2 messi a segno, record societario. Reynolds è il primo assoluto nel Pir valutando tutte le otto squadre impegnate, davanti a quello che sinora è stato il miglior giocatore dell’Eurocup, Scottie Wilbekin del Darussafaka. Il suo talento atletico non è in discussione, vederlo brillare a un livello così alto è un plauso all’occhio biancorosso nella scelta, ma allo stesso tempo una vetrina “pericolosa” in prospettiva futura: è difficile nascondere il suo potenziale alle società di prima fascia continentale.

Reynolds per ora pensa solo a gara 2 e «a dare il massimo. A dire il vero - puntualizza - io non penso nemmeno a gara 2, penso al prossimo appuntamento, alla prima occasione di lavorare con la squadra. Ogni allenamento è un momento in cui dare tutta l’intensità possibile, in cui mettere tutto in campo per fare il massimo ed aiutare la mia squadra e i miei compagni. Dobbiamo preparare al meglio la sfida di venerdì per chiudere subito il discorso», spiega.

Logica la sua soddisfazione: «Era una gara importantissima per noi, dovevamo giocare con grinta, lo sapevamo e lo abbiamo fatto con intensità. Quando ricevo spesso la palla dai nostri creatori di gioco e trovo il canestro entro in fiducia, so di poter segnare spesso e di doverlo fare».

Capitan Cervi. Oltre a Reynolds e a un Julian Wright a tratti devastante, anche il capitano Riccardo Cervi ha contributo parecchio alla serata di gala dei lunghi biancorossi. E ora pensa a cosa fare per limitare lo Zenit: «la chiave è l’attenzione in difesa, non dobbiamo farci cogliere impreparati nelle singole situazioni», riflette.

«Lo Zenit è una squadra che ama giocare in velocità, che cerca tanti possessi e cerca il ritmo. Loro ci aggrediranno e correranno, noi dovremo rimanere sempre concentratissimi in difesa, dovremo sempre sapere dove sono i rivali, trovare sempre un giocatore da marcare anche quando siamo sbilanciati. A casa loro è fondamentale, se trovano ritmo diventano pericolosissimi. La chiave? Rimbalzi e attenzione alle palle perse. Questa era la chiave prima di gara 1, lo sapevamo bene e ora le cose non

cambiano. Abbiamo tenuto benissimo a rimbalzo e gestito bene il pallone, evitando che loro trovassero i loro spazi e le loro soluzioni. Qui lo abbiamo fatto bene, ora dovremo replicare sul loro campo per provare a chiudere direttamente la serie», ammonisce il capitano Grissin Bon.

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